Gp Catalogna, a Barcellona tutti a caccia di Kimi Antonelli: “Non penso al titolo ma solo a guidare”

Gp Catalogna, a Barcellona tutti a caccia di Kimi Antonelli: “Non penso al titolo ma solo a guidare”
Kimi Antonelli (AP Photo/Fatima Shbair)

La Ferrari approda al Montmelò con un bilancio del suo rendimento chiaramente oscillante

Alla vigilia del weekend di Barcellona, settima prova del Mondiale, Kimi Antonelli mostra di saper gestire nel migliore dei modi il filotto di successi che lo ha proiettato in vetta al Mondiale. Niente sbandamenti, niente euforia destabilizzante ma piedi ben piantata a terra e sull’acceleratore delle emozioni. Per il Gp di Catalogna si pensa solo a tenere alta la fiducia e tenersi stretta una vettura cucita tutta su di lui. Il bagno di gloria tra le acque del porto di Montecarlo non ha cambiato il peso e la misura dei suoi pensieri. “No, non penso al titolo. So l’opportunità che c’è e voglio capitalizzarla ma non voglio guidare pensandoci sempre”. Leggerezza dunque, per tenere più lontano la pressione che dopo cinque vittorie consecutive in rapida sequenza inizia a farsi inevitabilmente più invadente.

“Sarà difficile ripetersi in Spagna”

“Bello festeggiare con il team in acqua a Monaco, ma il presente è Barcellona e cercheremo di ripeterci anche se non sarà facile. Sarà interessante questo weekend per capire il potenziale del pacchetto portato in Canada, dove c’erano condizioni particolari. Vedremo quanto po’ darci, anche se gli avversari sono vicini”, ha sottolineato il giovane talento bolognese che dovrà gestire la convivenza – sempre più ruvida – con il britannico George Russell ancora sotto shock per l’escalation improvvisa del compagno di squadra. Parlando del suo percorso, Kimi ha sottolineato come l’anno di esperienza vissuto la stagione scorsa “è stato fondamentale per capire cosa è buono o meno durante il weekend e non solo. Poter tornare su una pista dopo averla già affrontata l’anno prima, permette di riequilibrare le energie e diventi più conscio del tuo potenziale. E il rapporto col team si rafforza sempre di più“.

“Mio padre fondamentale in questo percorso”

Gli è dunque bastata una stagione di apprendimento per dimostrare tutto il suo valore che il suo capo e ‘mentore’ Toto Wolff ha sfruttato al meglio dandogli subito credito, fiducia e anche la possibilità di commettere anche qualche eroe di troppo. “Un anno fa ho avuto un momento in cui ho dubitato di me stesso, ma ora non più. Si matura come piloti ma anche come persone. Il periodo difficile di un anno fa mi ha permesso di conoscermi meglio“, ha ammesso Antonelli che ha sottolineato l’importanza di chi gli sta accanto in questo suo percorso. Famiglia, affetti e valori semplici, tutti ‘ingredienti’ che un altro fenomeno dello sport italiano come Jannik Sinner non ha mai smesso di rimarcare. “Chi mi sta guidando di più in questo percorso è senza dubbio la famiglia e mio padre che è una grande roccia. Con mia madre sono le persone che mi conoscono meglio. Averli è grandioso, mi hanno sempre indirizzato lungo la strada giusta. E poi il team. Toto e Bono (l’ingegnere Bonnington, ndr) mi conoscono bene, ma da tutti mi arriva grande sostegno.

La Ferrari alla ricerca di stabilità

In ogni momento”, ha sottolineato il più giovane leader del mondiale nella storia della F1. Barcellona servirà per capire quanto Russell abbia assorbito il brutto colpo subito a Montecarlo e quanto la Ferrari sia in grado di reagire. Il Cavallino approda al Montmelò con un bilancio del suo rendimento chiaramente oscillante. Da una parte c’è un Lewis Hamilton ritrovato sembra aver ritrovato fiducia e ritmo mostrando un discreto stato di forma (come dimostrato dalla seconda piazza a Montecarlo), dall’altra c’è Charles Leclerc che sulle strade della sua città ha tirato in ballo il cattivo funzionamento dei freni. Un flop arrivato dopo aver giurato amore eterno alla ‘Rossa’. In otto stagioni il ferrarista ha ottenuto 8 vittorie, 27 podi e un secondo posto ad un Mondiale. Vuole di più, molto di più ma c’è sempre quel pezzo che manca che possa dare continuità alla sua guida. La Ferrari resta comunque indietro alle Mercedes ma il team principal Frederic Vasseur ha assicurato che a Barcellona si vedranno dei progressi. L’obiettivo è sempre quello, massimizzare il potenziale. E provare a tenere testa alle Frecce d’Argento che volano sulle ali di un giovane talento che al momento non pensa al titolo ma solo a divertirsi. Un Gp dopo l’altro

© Riproduzione Riservata