Lo statunitense Sepp Kuss ha vinto per distacco la 19esima tappa del Giro d’Italia, da Feltre a Alleghe (Piani di Pezzè) per 151 km, con 5mila metri di dislivello. Il portacolori della Visma Lease a Bike con una rimonta incredibile sull’ultima salita ha ripreso e staccato un eroico Giulio Ciccone (Lidl Trek), che passato per primo anche sul Passo Giau (Cima Coppi), ha staccato i suoi compagni di fuga nella discesa prima della salita finale verso Alleghe, ma senza riuscire a resistere al ritorno di Kuss. L’americano ha quindi tagliato il traguardo da vincitore con +0.14″ sul canadese Derek Gee del team Lidl-Trek. Ciccone ha chiuso al terzo posto a +037″.
Vingegaard conserva la maglia rosa

Jonas Vingegaard conserva la maglia rosa anche dopo la 19esima tappa del Giro d’Italia, da da Feltre a Alleghe (Piani di Pezzè) per 151 km. Il danese della Visma Lease a Bike ha controllato la corsa grazie al lavoro della sua squadra, arrivando a ridosso dei primi tre protagonisti della tappa. Nella classifica generale Vingegaard ha ora un vantaggio di 4’03” sull’austriaco Felix Gall della Decathlon e di 5’04” sull’australiano Jai Hindley del team Red Bull-Bora-Hansgrohe.
Eulalio si conferma in maglia bianca Conad

Il portoghese Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) si conferma in maglia bianca Conad anche dopo la 19/a tappa del Giro d’Italia. Nella classifica dei giovani, il corridore lusitano precede sempre l’italiano Davide Piganzoli (Visma Lease a Bike) di 1’03”.
Ciccone: “Rabbia mi ha fatto fare curve in modo spericolato”
“La lite con Rubio? Penso che non abbia avuto rispetto, sul Gpm mi sono fidato e ha fatto una mossa da piccolo corridore”. Così Giulio Ciccone commenta a RaiSport il litigio con lo spagnolo Rubio in occasione della 19esima tappa del Giro, quando gli ha sottratto punti preziosi nella lotta per la maglia azzurra. Rubio non aveva esigenze di classifica, mentre Ciccone è in lotta con Jonas Vingegaard per la palma di miglior scalatore del Giro. “Oggi era una tappa che chi ne aveva andava, sulla prima salita il passo era fortissimo. Io ho sprecato tantissimo per la maglia azzurra. Ho trovato diversi corridori che mi hanno dato una mano come Pellizzari e Bettiol nella prima salita. Non volevo innervosirmi, il piano era di fare la discesa a tutta per guadagnare e la rabbia mi ha dato ancora più grinta per fare qualche curva in modo spericolato”, ha aggiunto ai microfoni di RaiSport.

