I centri sociali minacciano di bloccare il Giro dell’Emilia in caso di partecipazione del Team Israel Premier Tech e ora anche il Comune di Bologna chiede l’esclusione dalla corsa della squadra israeliana. In Emilia-Romagna rischia di ripetersi quanto già avvenuto alla Vuelta di Spagna, quando la gara ciclistica è stata fermata a causa delle proteste pro Gaza.
I centri sociali minacciano blocco corsa
“Il Giro dell’Emilia come la Vuelta in Spagna”. I centri sociali di Bologna sono pronti a bloccare il passaggio della tradizionale corsa autunnale, in programma sabato 4 ottobre con l’arrivo sul Colle di San Luca, in caso di partecipazione del Team Israel Premier Tech. E’ quanto si legge in un post su Facebook e su un volantino sulla pagina di ‘Làbas’, Municipio Sociale Autogestito.
“Sabato 4 ottobre arriverà a Bologna la corsa ciclistica ‘Giro dell’Emilia’, una manifestazione sportiva molto importante per il nostro territorio che prevede la partecipazione alla gara maschile della squadra israeliana Premier Tech. Appare chiaro come il governo sionista oltre che procedere con l’offensiva via terra di Gaza City, affamando e uccidendo il popolo palestinese, utilizzi eventi sportivi e culturali come ennesimo meccanismo di propaganda e diplomazia. Dopo l’oceanico sciopero sociale di lunedì 22 vogliamo moltiplicare blocchi e pratiche efficaci di boicottaggio contro il genocidio in Palestina”, si legge nel comunicato.
“A Bologna la squadra israeliana non passerà: sabato 4 ottobre alle 13 chiamiamo quindi la città a bloccare il suo passaggio e questo tentativo di sportwashing portando bandiere palestinesi attraverso le strade”, prosegue la nota. “Chiediamo al comitato organizzatore, all’assessorato Turismo Commercio Sport della Regione Emilia Romagna, al Comune di Bologna e alla città metropolitana di Bologna di prendere posizioni chiare, eliminando il patrocinio istituzionale ed escludendo la partecipazione della Israel Premier Tech. Se questo non avverrà, noi bloccheremo il passaggio della squadra israeliana respingendo la loro partecipazione, come è successo alla Vuelta in Spagna”, conclude il centro sociale Làbas.
Il Comune di Bologna: “Contrari alla partecipazione della squadra israeliana”
“Siamo contrari alla partecipazione di una squadra israeliana al Giro dell’Emilia in un momento come questo, in cui il governo di Israele si sta macchiando di gravi crimini contro la popolazione civile nella Striscia di Gaza”. Lo ha dichiarato l’assessora allo Sport del Comune di Bologna, Roberta Li Calzi. “Non è una posizione contro gli atleti, ma non possiamo accettare che una squadra legata a quello stesso governo possa prendere parte a una manifestazione sportiva che, per sua natura, rappresenta valori diametralmente opposti – ha aggiunto -. Chiediamo agli organizzatori del Giro dell’Emilia di escludere dalla manifestazione il team israeliano Premier Tech”.
Gli organizzatori: “Decisione è dell’Uci, noi invitiamo i migliori”
“Non sono io che devo escludere il team israeliano ma deve essere l’Uci che quando vede determinate cose comunica che è meglio che quella squadra non gareggi. Noi facciamo gli inviti alle squadre migliori del mondo. La mia posizione diventa difficile perché ho l’obbligo di invitare fondamentalmente le squadre e i corridori migliori. E il nome del team non c’entra niente. Noi l’abbiamo sempre avuto e non ci sono mai stati problemi”, ha detto a LaPresse Adriano Amici, patron del Giro dell’Emilia. “Ognuno di noi è un politico se lo vuole essere, ma a livello sportivo perché ai campionati del mondo di ciclismo c’è Israele? Perché l’Italia del calcio ha disputato un match di qualificazione contro Israele?”, ha aggiunto. “Timori di manifestazioni pro-Pal come alla Vuelta? Bisogna essere nella testa di chi vuole creare qualcosa di incredibile. Queste cose qui a noi ci amareggiano. Parlerò adesso con i loro ds che prenderanno in considerazione il fatto che non sono graditi dalle istituzioni ma io non posso farci nulla a livello sportivo. Dico solo che cavalcare un cavallo a livello sportivo non mi sembra bello, ognuno la politica la gestisce come crede meglio, non credo che sia un buon suggerimento mettere dell’alcol sul fuoco“, ha sottolineato ancora Amici. “Sono cose che ti capitano sulle spalle improvvisamente. Questo team è stato iscritto ed è iscritto a tutte le competizioni, dal Tour al Giro. Dalla Milano-Sanremo alle Tre Valli Varesine. Sta partecipando a tutte le corse. L’ente organizzatore cerca di avere i corridori migliori del mondo, e poi il team israeliano ha corridori stranieri, nessuno è israeliano. Chi fa le corse sono i corridori. Qui la politica c’entra poco. È chiaro che sono d’accordo con chi sostiene che non è giusto fare questa guerra. Chi non lo è?”, ha concluso.

