Il modello da racing adatto a chi cerca un miglioramento delle prestazioni

La gara secondo Brooks si chiama Hyperion Elite 4, il nuovo modello da racing dell’azienda di Seattle che si inserisce nella famiglia Hyperion con alcune sostanziali novità. Alla prova ha tutto quello che si chiede a una scarpa da gara: nata per spingere, si adatta però a diverse tipologie di runner e non solo a quelli più veloci. Già dai primi allunghi tranquilli infatti si nota un miglioramento della propria performance, a parità di sforzo, di diversi secondi al chilometro, rendendola allettante anche per chi ha un passo non proprio da professionista.

Brooks Hyperion Elite 4Partiamo dalla tomaia: traspirante, calzata fasciante, con un mini cuscinetto nella zona del tendine d’Achille ma per il resto leggerissima, come sempre in questa categorie di scarpe. I lacci sono piatti, zigrinati e leggermente elastici, perfetti per non doversene più preoccupare dopo il nodo. L’ammortizzazione è garantita dall’intersuola in DNA FLASH v2, realizzata con un processo di nitroinfusione, più leggera e con quasi il 10% di ritorno di energia in più rispetto alla versione precedente. Il drop è di 8millimetri, con un’altezza di 26 mm nella parte anteriore e 34 mm in quella posteriore, per uno stack totale di 40 mm.  La piastra in fibra di carbonio SpeedVault Race+ corre lungo tutta l’intersuola ed è dimensionata differentemente in base a ciascuna misura di scarpa, proprio per assicurare la massima spinta al piede. Il design particolare è visibile nella parte centrale, in cui l’intersuola è assente. Inoltre grazie a una tecnica di produzione denominata ‘Additive Molding’, la piastra utilizza materiali a base biologica, con scarti prossimi allo zero. Il RapidRoll Rocker, cioè la curvatura nella forma della scarpa, nella parte anteriore non è particolarmente accentuato come in altri modelli, ma è sufficiente a incoraggiare la rullata, soprattutto in chi appoggia di mesopiede. Il grip della suola risulta buono sull’asfalto in tutte le prove effettuate, nonostante la stessa risulti ridotta al minimo come comune nei modelli racing. La stabilità è sicuramente un plus della Brooks Hyperion Elite 4, che la rende una scarpa adatta anche a chi supina, mentre chi tende a pronare con la stanchezza potrebbe sentire i polpacci più affaticati: in ogni caso l’appoggio, anche per quel pizzico di rigidità in più rispetto alle concorrenti, risulta abbastanza sicuro. Il peso è di 221,1 grammi. 

La Hyperion Elite 4, spiega l’azienda, nasce da test rigorosi e dalla collaborazione con gli atleti Brooks elite, come CJ Albertson, Erika Kemp, Nia Akins e la medaglia d’oro e world record Josh Kerr: “Il nostro team footwear aveva il compito di migliorare la tecnologia principale delle Hyperion Elite, rispondendo alle esigenze di atleti professionisti e di chi corre per passione ogni giorno”, spiega Nikhil Jain, director product line management e senior manager BlueLine di Brooks Running. L’impatto al suolo è confortevole a ogni passo, ma nonostante tutto la scarpa risulta comunque piuttosto secca rispetto ad altri modelli della categoria gara che puntano maggiormente sulla morbidezza: ecco perché chi non è leggerissimo o non corre a ritmi elevati potrebbe trovarle confortevoli soprattutto su distanze più brevi e non magari su una maratona, anche se Brooks la consiglia dai 5 ai 42 chilometri.

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