“Ieri sera ho giocato in casa. E non mi sono sentita a casa”. Inizia così lo sfogo social di Adhu Malual, pallavolista azzurra in forza al Monviso, che ha denunciato di essersi sentita vittima di insulti e offese razziali. L’atleta ha scritto: “In 12 anni di carriera non avevo mai assistito né vissuto sulla mia pelle un atteggiamento del genere da parte del pubblico che dovrebbe sostenere la propria squadra. Si può sbagliare. Fa parte del gioco, fa parte del lavoro, fa parte dell’essere umani. Quello che non fa parte di questo sport sono insulti, fischi costanti, offese personali e sì commenti razzisti, rivolti non solo a me ma anche ai miei familiari sugli spalti“. Quindi Malual ha sottolineato: “Sono fiera di essere italiana. Sono fiera di giocare in uno dei campionati più forti al mondo. Sono fiera di indossare la maglia azzurra, perché l’amore che provo per questo Paese, che è la mia casa, è indescrivibile. E non permetterò a nessuno di metterlo in discussione”.
“Superata la linea tra tifo e mancanza di rispetto”
“C’è una linea sottile tra il tifo e la mancanza di rispetto – ha proseguito -. Ieri sera quella linea è stata superata più volte. E quando a pagarne il prezzo non è solo l’atleta in campo, ma anche la squadra e la sua famiglia sugli spalti, allora il problema non è sportivo”, “ma una cosa va detta chiaramente: il silenzio, davanti a certi comportamenti, non è più un’opzione”. Quindi Malual ha ringraziato la sua società “per il supporto dimostrato, e i tifosi che riconoscono il mio impegno e comprendono il momento delicato”.
Lega Pallavolo Serie A Femminile: “Solidarietà all’atleta e alla sua famiglia”
“Quanto accaduto ieri sera in occasione della partita del Campionato di Serie A1 femminile tra la Wash4Green Monviso Volley e la Cbf Balducci Hr Macerata, come denunciato oggi da Adhu Malual, apostrofata anche con espressioni razziste a commento della sua prestazione in campo, è totalmente inaccettabile. Come Lega Pallavolo Serie A Femminile condanniamo tali comportamenti ed esprimiamo solidarietà all’atleta e alla sua famiglia – ha dichiarato il presidente della Lega Volley Femminile Mauro Fabris tornando sull’episodio – Chiederemo l’intervento del giudice di Lega per verificare quanto accaduto e chiederemo alla Federazione di informarsi con gli arbitri, presenti sul campo, per un loro giudizio sui fatti. In ogni caso crediamo che Monviso Volley sia in grado di individuare i responsabili di questa vicenda indegna e proibire loro l’accesso in futuro al palazzetto. La Lega ha sempre combattuto episodi di razzismo, intolleranza e violenza, verbale e non. Nel nostro campionato giocano atlete da tutto il mondo, di 40 nazioni diverse, con credi religiosi e culture differenti, senza che mai si registrino episodi simili. Il nostro è il Campionato più bello del mondo anche perché ha saputo valorizzare ciascuna di queste straordinarie atlete”.

