“La Russia in questi anni ci ha abituato non solo all’aggressività, ma anche alla provocazione e a tentativi di destabilizzazione. Ne approfitto per ricordare che alla Russia insieme alla Bielorussia è stata reiterata la squalifica dopo quella per doping di Stato perché tra la fine delle olimpiadi e l’inizio delle paralimpiadi di Pechino nel 2022 ha aggredito violentemente l’Ucraina”. Così il ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi nel corso dell’evento Sport Industry Talk di Rcs Academy, a Milano. “Se diventa complesso ottenere che si depongano le armi durante le Olimpiadi, noi abbiamo fatto bene a raccogliere quasi 140 paesi all’Onu per la Tregua Olimpica, dimostrando quello che può fare lo sport attraverso il lavoro silenzioso della diplomazia”, ha aggiunto. “Poi penso sia anche responsabile consentire ad atleti, senza maglia e senza bandiera, senza complicità con il Governo russo, possano partecipare. Perchè ci sono anche atleti che hanno fatto una scelta di campo e in questo caso non potevamo che dire che non potevano stare tra noi”, ha proseguito. “Quello che sorprende è che il Comitato internazionale paralimpico invece abbia deciso di procedere autonomamente riaccogliendo atleti russi e bielorussia. È una valutazione che è stata espressa un po’ da tutti noi, cioè sorpresa associata allo sconcerto. Di fronte a fenomeni di questo genere, io credo che lo sport abbia bisogno di muoversi comunitariamente e l’unità dello sport passa anche per scelte di questo genere”, ha concluso Abodi.
Milano-Cortina, Abodi: “Quello che serve sarà pronto”
“Abbiamo ereditato una arretratezza di fatto alla quale stiamo cercando di dare rimedio. Tutto quello che deve essere pronto per i Giochi sarà comunque pronto entro il 6 febbraio. Poi certe opere hanno ancora bisogno di tempo, noi ci siamo assunti la responsabilità e le abbiamo finanziate sapendo che quelle di una certa complessità infrastrutturale non si possono fare in 2 anni e mezzo. Ma saranno pronte dopo“. Così il ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi nel corso dell’evento Sport Industry Talk di Rcs Academy, a Milano. “La pista di bob di Cortina è stata un miracolo, che sono convinto avrà un suo utilizzo nel tempo per aiutare a sviluppare certe discipline. Sarà anche un punto di riferimento per gli atleti stranieri”, ha aggiunto. E sul rischio che certe opere restino inutilizzate dopo Giochi, Abodi ha spiegato che “alla fine dei Giochi inizierà a lavorare un Forum sulla sostenibilità e l’eredità olimpica che ha proprio questa funzione pubblica di verificare l’eredità e che la gestione delle infrastrutture olimpiche non ripetano quello che è successo a Torino 2006”.

