Il mondo del wrestling è in lutto per la morte dell’icona Hulk Hogan all’età di 71 anni. Secondo quanto riferisce il sito americano TMZ l’ex campione del mondo è deceduto nella sua casa di Clearwater, in Florida, questa mattina presto, colto da un malore. Inutili i soccorsi, Hogan è stato portato fuori dalla sua proprietà in barella e poi in ospedale in ambulanza.
Hulk Hogan stroncato da un arresto cardiaco
Era l’icona del wrestling, quello di The Undertaker, André the Giant e The Ultimate Warrior. Ma soprattutto lui, Terrence Gene Bollea, conosciuto da tutti con il nome di ring, Hulk Hogan. A stroncarlo un arresto cardiaco, dopo che neanche un mese fa il dj radiofonico Bubba the Love Sponge aveva riferito che la stella della WWE, era in fin di vita per delle complicazioni seguite a un intervento chirurgico. Aveva da poco annunciato il suo terzo fidanzamento, con un’insegnante di yoga di 45 anni. ‘The Immortal’, così lo chiamavano i fan, stavolta non ce l’ha fatta davvero. Stroncato da un infarto nella sua casa di Clearwater, in Florida.
La carriera di Hulk Hogan
Baffi biondi come la sua lunga chioma, bandana rossa e maglia gialla sempre pronta ad essere strappata via sul ring. Figlio di un muratore italoamericano di origini vercellesi e di un’insegnante di origini franco-scozzesi, Hogan iniziò ad appassionarsi al wrestling già all’età di 16 anni, in particolare al lottatore Superstar Billy Graham, di cui in seguito avrebbe copiato il look, con capelli lunghi e baffoni. Alto circa due metri e con un peso forma di circa 135 chili, cominciò a combattere nel 1977 e nel 1979 entrò nel gruppo della neonata WWF, dove diede vita ai primi incontri e alla conseguente rivalità con un’altra leggenda del wrestling, André the Giant. La sua lunghissima carriera durò fino al 2012, percorrendo per intero la trasformazione del wrestling da sport di nicchia a vera e propria forma d’intrattenimento globale.
Dal wrestling a Hollywood fino a ‘Hulkmania’
Hogan ne era il simbolo per l’eccellenza, ispirando un merchandising che va dall’abbigliamento al gaming, con oltre 170 diverse action figure che lo rappresentano. Detiene vari record e una serie infinita di successi nella sua disciplina, ma la sua popolarità lo ha spinto subito verso Hollywood, provando anche la carriera cinematografica e recitando in una quindicina di film, tra cui Rocky III dell’amico Sylvester Stallone nel ruolo del lottatore ‘Labbra Tonanti’. Erano gli anni della cosiddetta ‘Hulkamania‘, periodo in cui Hogan fu il personaggio più popolare, vincente e seguito della WWE rivoluzionata dall’impresario Vince McMahon.
Nel 1994 firmò con la lega concorrente World Championship Wrestling di Ted Turner, il fondatore della CNN, trasformando il suo nome in Hollywood Hulk Hogan. Anche dopo il suo ritiro dal ring nel 2012, Hogan rimase all’interno dello show fino al 2015, quando fu licenziato per la pubblicazione di alcune registrazioni di sue conversazioni private in cui si esprimeva in termini fortemente razzisti. Tre anni prima aveva fatto causa al popolare sito di news americano Gawker per la pubblicazione di un video in cui veniva mostrato mentre faceva sesso con l’allora moglie di un suo amico, ottenendo infine 31 milioni di dollari di risarcimento.
L’endorsement a Trump
Negli ultimi anni, lo ricordiamo più per il suo endorsement a Donald Trump nella recente campagna elettorale dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Hogan era diventato uno dei volti della campagna repubblicana per le elezioni del 2024, salendo sul palco della convention di Milwaukee e definendo il tycoon “un vero americano” e “il mio eroe”. Uno dei primi a sposare la causa del ‘Maga‘ dicendo “Non posso più tacere, voglio che l’America torni a essere quella che dovrebbe essere.

