Ranucci, dopo la stop a Report la protesta su Raiplay: “Oltre 2,6 milioni per le repliche in streaming”

Ranucci, dopo la stop a Report la protesta su Raiplay: “Oltre 2,6 milioni per le repliche in streaming”
(Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

L’iniziativa lanciata sui social per una visione in contemporanea in streaming

Sigfrido Ranucci esulta dopo la visione in contemporanea in streaming della repliche di ‘Report’ lanciata sui social a seguito dello stop imposto dalla Rai alla messa in onda delle puntate della stagione. “Oltre 2,6 milioni di follower, solo su Facebook, ha visto il post della sospensione delle repliche, di cui 1,6 milioni si tratta di follower non abituali. Ma il dato incredibile è che oltre il 37% sono giovani dai 18 ai 35 anni. Mentre il post sulla denuncia di FdI contro di me ha raccolto 1,4 milioni di visualizzazioni, con oltre il 30% sotto i 30 anni. Mentre grande risultato ha raccolto l’iniziativa di lanciare le repliche sui social, ne ha beneficiato RaiPlay, che è risultata per la prima volta nella sua storia prima nei trending topic dove è entrata anche #giulemanidareport”, scrive su Facebook il conduttore della trasmissione, finito al centro delle polemiche dopo l’arresto di Valter Lavitola per l’attentato al giornalista. “Mentre, a proposito di solitudine, l’appuntamento con il mio ‘#DiarioDiUnTrapezista’ è al 20 luglio a Viterbo, dove è registrato il tutto esaurito”, aggiunge il giornalista.

Ranucci: “Nessuna censura da Report su inchiesta Covid e mascherine”

Ranucci è intervenuto anche su un altro caso che riguarda la sua trasmissione. “Oggi il quotidiano la Verità, con un editoriale del direttore Maurizio Belpietro e un articolo a firma di Carlo Cambi, sostiene che un’inchiesta di Report sugli acquisti dei dispositivi di protezione durante il covid sarebbe stata da me censurata e sparita dal sito di Raipaly. Premesso che Report non ha giurisdizione su Raiplay che ha una struttura e direzione autonoma, i fatti non corrispondono al vero“, afferma in un altro post su Facebook il giornalista. La puntata contestata ‘La commessa cinese’ andata in onda l’11 gennaio 2021 è presente sul nostro sito, sotto forma di testo integrale”, spiega il conduttore aggiungendo che “il video non c’è semplicemente perchè c’erano filmati prodotti in Cina i cui diritti hanno una scadenza a cinque anni, come da contratto con la società che ci ha fornito le immagini. Altre inchieste come Mascheropoli e Affari di covid, che mettevano sotto la lente le scelte di uomini di fiducia del governo dell’epoca sono ancora visibili sul nostro sito – conclude – Inoltre appare singolare che Report avrebbe dovuto censurare le splendide inchieste realizzate da Rosa Maria Aquino, che come facilmente riscontrabile sono già agli atti della Commissione che indaga sul Covid. E si tratta una commissione alla quale la squadra di Report, a differenza di molti altri che ai tempi del virus si erano chiusi nello sgabuzzino, ha dato un grosso contributo mettendo a rischio la propria salute e quella dei propri cari”.

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