Rai, il Cda conferma Preziosi al Tg2

Rai, il Cda conferma Preziosi al Tg2
Antonio Preziosi (Foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

De Martino a Rai Parlamento

Antonio Preziosi è stato confermato alla direzione del Tg2 dal Cda Rai. “Il consiglio di amministrazione della Rai si è riunito a Roma nei giorni 17 e 18 giugno sotto la presidenza del consigliere facente funzioni di Presidente, Antonio Marano, e alla presenza dell’Amministratore Delegato, Giampaolo Rossi”. Così la Rai in una nota al termine del Cda odierno. “Per quanto concerne il rinnovo dei vertici delle società Consociate, sono stati confermati all’unanimità a Rai Cinema l’amministratore delegato Paolo Del Brocco e il presidente Nicola Claudio; relativamente a Rai Com, sono stati confermati all’unanimità Sergio Santo in qualità di amministratore delegato e Claudia Mazzola in qualità di presidente”. Su proposta dell’amministratore delegato, Giampaolo Rossi, il Cda “ha poi espresso parere favorevole a maggioranza per la conferma di Antonio Preziosi alla direzione del Tg2 e per la proposta di nomina di Francesca De Martino come nuova direttrice di Rai Parlamento“.

La consigliera Frangi rappresenterà l’azienda a Confindustria Radio Tv

Nel corso della seduta odierna del consiglio di amministrazione della Rai, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha “comunicato che la consigliera Federica Frangi sarà designata rappresentante Rai in seno al Consiglio Generale di Confindustria Radio Tv”. Lo comunica la Rai in una nota.

Floridia: “Con Rai Parlamento varcata linea rossa”

“Guardo con sempre maggiore preoccupazione la situazione della Rai. So bene che l’occupazione da parte della politica ha sempre segnato, pur con molte diversità, la storia del Servizio Pubblico. Credo però che la situazione attuale sia ampiamente degenerata. La presa da parte della maggioranza addirittura di Rai Parlamento, a un anno dalle elezioni politiche, rappresenta il superamento di una linea rossa“. Così la presidente della Vigilanza Rai, Barbara Floridia. “Ed è la goccia che fa traboccare un vaso già stracolmo fatto di addii alla Rai, professionisti lasciati ai margini e scelte che hanno dato costantemente l’impressione di essere poco dettate dalla qualità del prodotto e molto dalla vicinanza al governo. Chi gestisce la Rai si sta assumendo una responsabilità molto pesante. Picconare il pluralismo significa tradire quel barlume di fiducia che i cittadini nutrono ancora verso il servizio pubblico”, conclude. 

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