E’ polemica sui social dopo la frase pronunciata dalla giornalista e autrice tv Concita Borrelli a Porta a Porta su Rai1 giovedì sera, durante un confronto tra gli ospiti in studio sul caso del delitto di Garlasco e sul profilo psicologico di Andrea Sempio.
Cosa ha detto Concita Borrelli a Porta Porta
Nel corso del suo intervento, Concita Borrelli ha affermato: “Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile e forte, c’è lo stupro. C’è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno nella testa, nei sogni e nell’immaginazione. Ce l’abbiamo tutti e qua non si tratta di essere santi, bigotti o assassini. Quindi questo è pericolosissimo, di questi profili se ne faccia un uso molto misurato se ci fermiamo alla sfera sessuale”. Mentre la giornalista parlava, la giallista Elisabetta Cametti in collegamento con la trasmissione ha preso le distanze scuotendo più volte la testa.
Il dibattito social
Il dibattito è continuato sui social. Giuseppe Candela ha commentato: “‘Ognuno di noi sogna la stupro’, dice Concita Borrelli a Porta a Porta. Ma davvero si può andare avanti così? Io sono allibito”. Pronta la replica di Borrelli: “Le fantasie sessuali sono al di sopra di noi! Non facciamo gli ipocriti. Io combatto la violenza, l’aggressività, sono per il rispetto degli altri che neanche riesci a concepirlo. Non stare sempre a bacchettare tutti! Io non sogno come auspicio, sognare significa fantasia! E lo sai…ti prego di essere meno tranchant con tutto quello che non viene dai programmi e dalle reti a te care! Intelligenti pauca!”.
Le reazioni in Rai
Corsini chiede chiarimenti a Porta a Porta
“Il direttore dell’approfondimento Paolo Corsini si è prontamente attivato per avviare le verifiche per quanto di competenza, invitando la redazione di Porta a Porta a chiarire la vicenda”, ha fatto sapere la Rai in una nota dopo le frasi della giornalista Concita Borrelli durante il programma condotto da Bruno Vespa.
Vespa a LaPresse: “Già previste le mie scuse”
Sul caso è intervenuto anche Bruno Vespa che, sentito da LaPresse, ha detto: “Come era previsto, naturalmente mi scuserò anche io“. In precedenza anche la redazione di ‘Porta a Porta’ ha comunicato di essere “rammaricata per quanto accaduto” e “precisa che, nonostante il carattere paradossale delle espressioni pronunciate durante l’ultima puntata del programma dedicato al delitto di Garlasco, al fine di evitare ulteriori equivoci ed interpretazioni fuori contesto, la giornalista Concita Borrelli si scuserà con il pubblico nella trasmissione in onda martedì 19 maggio”, si legge in una nota.
Usigrai: “Parole di Borrelli irrispettose e non degne del servizio pubblico”
“‘Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, nei sogni, nell’immaginazione c’è lo stupro. Ce l’abbiamo tutti’. Sono le parole gravissime pronunciate dalla giornalista Concita Borrelli nella trasmissione ‘Porta a Porta’ di giovedì 14 maggio, durante un commento sul delitto di Garlasco. Parole inaccettabili, non degne del servizio pubblico, che oltre a essere profondamente irrispettose nei confronti delle vittime di violenze sessuali contribuiscono a una pericolosa banalizzazione dello stupro. A rendere il tutto ancora più grave il fatto che il conduttore Bruno Vespa non abbia preso le necessarie distanze dalle affermazioni di Concita Borrelli che è anche autrice della trasmissione”, ha fatto sapere l’esecutivo e il Cpo Usigrai in una nota.
“A ciò si aggiunge la crescente e spesso eccessiva attenzione che le reti Rai stanno dedicando al delitto di Garlasco, con una copertura insistente e talvolta morbosa trasformando questa vicenda in un prodotto di spettacolarizzazione. Senza pensare all’unica vera vittima di questa storia: Chiara Poggi, troppo spesso disumanizzata, umiliata ed esposta a una narrazione che finisce per violarne ancora una volta la dignità e la memoria – si legge ancora – Chiediamo un intervento urgente dell’azienda e della commissione di Vigilanza Rai affinchè vengano richiamati con chiarezza i principi di responsabilità, rispetto e correttezza che devono guidare il servizio pubblico, evitando derive sensazionalistiche e contenuti che offendono la dignità delle vittime o normalizzano la violenza”.

