Per la prima volta Micaela Ramazzotti parla della fine del suo matrimonio con il regista Paolo Virzì. “Mi portavo dentro un magone, ho passato momenti bui”, rivela l’attrice a Belve, nella prima puntata della settima stagione del programma condotto da Francesca Fagnani, in onda martedì 7 aprile alle 21.20 su Rai2 . “Tutta questa tristezza che origine aveva?”, domanda la conduttrice e l’attrice confessa “La mancanza d’amore, l’essere disprezzata”.

“‘La Prima Cosa Bella’? Non c’era bisogno di sposarmi, l’avrei fatto lo stesso”
E ancora Fagnani domanda se Virzì l’abbia sposata solo per convincerla a interpretare la Sandrelli da giovane nel film “La prima cosa bella”, come dichiarato dal regista in un’intervista: “Quel film lo avrei fatto lo stesso, non c’era bisogno di sposarmi per finta! Avrei risparmiato un botto di soldi per il divorzio”, ribatte Ramazzotti. Per la prima volta Ramazzotti racconta della lite al ristorante con l’ex marito: “È stata una brutta figuraccia.” Poi la giornalista la incalza sul “circoletto” del cinema e lei risponde: “la tessera ce l’avevo, ma ha preso fuoco!”. Fagnani domanda: “Lei annuncia sempre il matrimonio con Claudio ma non vi sposate mai?” in riferimento alla relazione con il personal trainer Claudio Pallitto e Ramazzotti allusiva: “Ma non si trovano le carte del divorzio! Saranno disperse nel mare di Livorno insieme a qualche testa di Modigliani…”.

La frecciata a Valeria Bruni Tedeschi: “Lei è nata ricca, io no”
La giornalista chiede del rapporto con Valeria Bruni Tedeschi sul set de “La pazza gioia”: “Siete rimaste amiche?”, e Ramazzotti, scuotendo la testa, risponde in modo del tutto inatteso: “eh c’è un grande problema: lei è nata ricca, io no. Per me non ci sono mai stati i camerieri”, per lanciarsi poi in una sua imitazione. consegna un ritratto irresistibile ma anche doloroso a partire dall’infanzia ad Acilia, tra un divano letto su cui dormiva e i furtarelli con le amiche, al rapporto discontinuo con i genitori. Oltre a Ramazzotti gli ospiti della prima puntata son Amanda Lear e Zeudi Di Palma.

