Luisa Ranieri: “La preside è una serie pop che affronta grandi temi”

Luisa Ranieri: “La preside è una serie pop che affronta grandi temi”
“LA PRESIDE” con Luisa Ranieri, 2025

L’attrice a LaPresse parla di giovani e social e della tragedia di Crans-Montana

“Quando ho visto il documentario” su Eugenia Carfora “mi sono illuminata, ho pensato fosse una bellissima storia di riscatto sociale e generosità. Poi c’era l’energia di questa donna che è coinvolgente e travolgente”. Così a LaPresse Luisa Ranieri in occasione della presentazione della serie tv ‘La preside’, in onda su Rai1 dal 12 gennaio. “Questo è servizio pubblico, è una serie che, seppur molto pop e divertente in tante situazioni, parla di grandi temi come la costruzione del futuro e quindi dei giovani e di cosa significa la scuola come punto di riferimento soprattutto nelle periferie. Quali sono ora i miei prossimi progetti? Non ne ho solo uno ma ho tante idee in testa”.

“Crans-Montana? Colpa degli adulti, dobbiamo dare buon esempio”

“Sulla tragedia di Crans-Montana non mi sono fatta un’idea particolare. Sicuramente la colpa è degli adulti, qualcosa è andato come non doveva andare”, dice l’attrice a LaPresse. Quanto accaduto, ha proseguito, “ci fa pensare che siamo soprattutto noi adulti a dover dare il buon esempio, perché i giovani non si preoccupano di certe cose. Nascono ora, per molti di loro probabilmente era il primo Capodanno fuori casa, il primo senza la famiglia. Il minuto di silenzio nelle scuole? È stato molto bello, è giusto riflettere e prendere coscienza di quanto accaduto e sensibilizzare i ragazzi su questa tematica”.

“Sui social serve buon senso, under 15 non pronti per smatphone”

“Lo stop allo smartphone a scuola e le restrizioni all’uso dei social? I giovani sono nativi digitali e ci fanno i conti in modo diverso da noi, ma credo ci vorrebbe buon senso”, dice ancora Luisa Ranieri. “Il telefono – spiega – non andrebbe dato ai ragazzi sotto i 15 anni perché non sono ancora formati a tutto tondo per poter anche solo accedere a dei contenuti e capirne la portata”.

‘La preside’, la nuova fiction di Rai1 sulla vita di Eugenia Carfora

“Questa fiction è proprio arrivata al momento giusto, nel 2019 avevamo visto con Luca (Zingaretti, ndr) il documentario di Iannacone ‘Come figli miei’ dove ho avuto modo di incontrare la preside Eugenia. Mi aveva colpito la sua storia e con Luca ci siamo detti che si doveva fare una fiction. Incontrare questo personaggio mi ha dato la forza e la luce per raccontare nel buio di una periferia qualcosa di molto bello. E’ il singolo che fa il suo, è stata lunga convincere l’Eugenia vera, non capiva ma eravamo d’accordo su un punto, era bello portare al grande pubblico questo esempio, che il singolo fa la differenza”. Così Luisa Ranieri, protagonista della fiction ‘La preside’, su Rai1 a partire dal 12 gennaio, nel corso della presentazione della serie ispirata alla storia vera della preside di Caivano, Eugenia Carfora, che segue la sua lotta per il riscatto educativo in un contesto difficile.

“Abbiamo un cast di ragazzi pazzesco, è stato bello mettermi in sintonia con loro e insieme abbiamo creato una verità. Con Napoli ho un rapporto viscerale, è la nostra Rio de Janeiro perché a Napoli trovi un po’ di tutto, aristocratici e ragazzi di strada, tanti strati sociali tutti mischiati insieme e questo crea una grande energia. Credo sia l’estratto dell’Italia”, ha aggiunto. “Abbiamo fatto un racconto filmico, non c’è la pretesa di insegnare e cambiare qualcosa. Se anche solo qualcuno ritornasse a scuola, se dicesse ‘io non vado al tappeto perchè la rassegnazione è una parola che non c’è nel mio vocabolario’ allora vuol dire che abbiamo vinto. Eugenia è un personaggio molto bello ma non ha la presunzione di insegnare niente a nessuno”, ha sottolineato. “Napoli è una città molto mischiata. Ho ritrovato una Napoli che conosco, che ho vissuto a scuola, questa è la particolarità di Napoli, non è a classi sociali e questo è un grande arricchimento, ci ho ritrovato una umanità che ho frequentato quando ero giovane”, ha concluso.

Preside Caivano: “Togliere parola rassegnazione, periferia sia al centro”

“Ce l’hanno messa tutta e Luisa (Ranieri, ndr) è andata oltre. Sapeva che c’era tanta responsabilità. Io sono una persona poco abituata a stare negli schemi. Forse gli altri non sanno cosa c’è dietro la scuola. Volevo far sentire il mio tacchetto e vorrei tanto che la scuola funzionasse sempre. E’ facile che a Napoli un colore sovrasti l’altro. Ho dato tutto e sacrificato tanto, ma bisogna togliere dal vocabolario la rassegnazione e io non mi rassegno mai“. Così in conferenza stampa Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano che ha ispirato la serie tv “La preside’, fiction in onda su Rai1 a partire dal 12 gennaio. “Mi ritrovo perfettamente nel personaggio. I quartieri sono speciali perché si aiutano tra di loro e diventato città nella città. Anche Napoli ha la sua periferia centrale, ho immaginato in questa serie che si può andare oltre. Quando sono arrivata a Caivano ho pensato che qui c’è un mondo. Il problema è prendersi cura. E in questa fiction hanno fatto emergere cosa significa prendersi cura. Nelle periferie escono gioielli enormi. E ci devono credere anche quelli che ci stanno. La periferia deve essere al centro”, ha aggiunto. “Il mio motto è tutti a scuola. Io ho fatto progressi, avevo il 41% che non ci andava. Bisogna essere esperti per capire cosa significa abbandono scolastico. Ho ancora ragazzi che a scuola non vanno. I risultati non si fanno in un anno, la scuola è pazienza, dovrebbe durare tutta la vita”, ha concluso.

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