Morto Gino Paoli, aveva 91 anni. Il cordoglio della musica italiana

Morto Gino Paoli, aveva 91 anni. Il cordoglio della musica italiana
Una foto di Gino Paoli in concerto. (Foto Alessandro La Rocca/LaPresse)

I funerali si terranno giovedì in forma privata

È morto all’età di 91 anni il cantautore Gino Paoli. “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”, dichiara la famiglia in una nota in cui chiede la massima riservatezza. Nato a Monfalcone nel 1934, cresciuto a Genova dove ancora oggi abitava, è stato una figura centrale della cosiddetta “scuola genovese”. I funerali si terranno in forma privata giovedì 26 marzo.

Tantissimi gli artisti che lo stanno ricordando in queste ore. Tra di loro anche Vasco Rossi, che gli ha dedicato un post su Instagram.

Addio a Gino Paoli – Le reazioni del mondo dello spettacolo e della politica
Inizio diretta: 24/03/26 13:00
Fine diretta: 24/03/26 23:00
Mogol: "Era un amico e ci volevamo bene"

“Era un amico e ci volevamo bene. Gli chiesi di cantare ‘Il cielo in una stanza’ per Mina. Io non potevo farlo, una volta ero stonato. Mina incise il brano. Era una persona grata”. Così Mogol, intervistato a ‘BellaMà’, su Rai 2, che ha dedicato questa sera una puntata speciale a Gino Paoli, morto oggi all’età di 91 anni. “Non lo trovavo un uomo spigoloso, lo ripeto, era un amico sincero, è sempre stato dolce con me”, ha aggiunto. “Si può continuare a scrivere d’amore? Perché no, E’ un sentimento umano. L’amore è come il sole, irradia, bacia e fa bene”, ha sottolineato. 

Omaggio della Regione Liguria, musica in diffusione e maxischermo illuminato

Si illumina con un omaggio a Gino Paoli, cantautore della Scuola Genovese scomparso oggi all’età di 91 anni, il maxischermo sulla facciata del palazzo della Regione Liguria in piazza De Ferrari a Genova. In sottofondo, già dal pomeriggio, la diffusione dalla Sala della Trasparenza della melodia dei suoi brani più famosi, da ‘Sapore di sale’ a ‘Il cielo in una stanza’ e ‘Una lunga storia d’amore’.

Boccia (Pd): "Voce dell'anima collettiva del Paese"

“Oggi salutiamo un uomo che non è stato soltanto un grande artista, ma una voce dell’anima collettiva di questo Paese. Gino Paoli non ha semplicemente scritto canzoni. Ha scritto pagine di vita. Ha dato parole a sentimenti che spesso non sapevamo nominare. Per intere generazioni, e certamente per la mia, le sue canzoni sono state poesie civili e intime insieme: capaci di raccontare l’amore, la solitudine, il tempo che passa, con quella semplicità che è propria solo dei grandi. Ma Paoli è stato anche qualcosa di più: un uomo autentico, un generoso, un ribelle. Un ribelle gentile, se mi permettete, che alla fine degli anni ’50 ha cambiato la musica italiana, rompendo gli schemi e accompagnando gli italiani in una stagione in cui il nostro Paese era, davvero, al centro del mondo”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia ha ricordato nell’aula del Senato Gino Paoli. “Chi non ha immaginato almeno una volta, a modo proprio, la storia di una canzone simbolo come ‘Il cielo in una stanza’? Chi non ha sentito il peso lieve e malinconico del tempo in ‘Sapore di sale’? Chi non ha avvertito, almeno una volta, quella vertigine di ‘Una lunga storia d’amore’? Paoli ci ha insegnato che la profondità non ha bisogno di rumore. Che si può essere rivoluzionari con una voce bassa. Che la libertà, quella vera, è prima di tutto una postura morale. E quella libertà lui l’ha praticata sempre. Anche fuori dal palcoscenico. E questa libertà l’ha portata anche nelle istituzioni. Gino Paoli è stato parlamentare: eletto alla Camera dei deputati nel 1987, nelle liste del Partito Comunista Italiano, ha ricoperto il suo mandato nella X legislatura fino al 1992.Un’esperienza breve nel tempo, ma coerente con il suo modo di stare al mondo: senza mai piegarsi alle convenienze, senza mai rinunciare alla propria autonomia. E proprio questa schiena dritta io l’ho incontrata personalmente. Era il 2013. Avevamo appena presentato in Parlamento una proposta di legge sulla web tax, un tema allora pionieristico e già controverso. Lui fu tra i pochi e coraggiosi artisti a prendere posizione, a favore, senza ambiguità, anche contro i giganti del web. E con lui un altro gigante del giornalismo come Andrea Purgatori. Ricordo ancora un lungo confronto, un dibattito intenso alla SIAE, guidato proprio da loro, dal quale uscimmo con una convinzione ancora più forte: quella di portare avanti una battaglia giusta. Con Gino Paoli gli incontri erano sempre veri: senza formalismi, senza retorica, e con tanta sostanza. Quando quella proposta fu approvata e poi, come spesso accade, frenata, contestata, ostacolata da chi – ieri come oggi – preferisce prendere indicazioni dagli establishment d’oltreoceano piuttosto che difendere un interesse europeo, lui non arretrò di un passo. Gino Paoli non faceva calcoli. Non aveva esitazioni. Sapevi sempre da che parte stava. Fece quello che aveva sempre fatto nella sua vita: stare dalla parte che riteneva giusta. Con quella sua ironia sottile, quasi disincantata, che ti faceva capire che aveva già visto tutto, capito tutto… eppure continuava a crederci. Era un uomo libero. E gli uomini liberi non sono mai comodi. Ma sono indispensabili. Oggi, nel ricordarlo, facciamo nostre anche le parole di Elly Schlein, che ha parlato di un “vuoto profondo nella musica e nella cultura italiana”. È vero. Ma è anche vero che ci sono vuoti che non sono silenzio: sono eredità. Gino Paoli ci lascia un patrimonio che non si consuma: le sue parole continueranno a vivere, a cambiare con noi, a raccontarci mentre cambiamo. Perché le grandi canzoni fanno questo: non restano ferme nel tempo, ma crescono dentro le persone. E allora, forse, il modo più giusto per salutarlo non è dire addio. È riconoscere che, come nelle sue canzoni, ci sarà sempre una stanza, un’estate, una storia d’amore in cui la sua voce continuerà a parlarci. Con immensa gratitudine, ciao Gino”, ha concluso.

Il figlio di Renzo Piano: "Se mio padre diventò architetto, fu merito suo"

Una sigaretta in bocca, i Ray-ban scuri e l’immancabile camicia di jeans. Seduti al tavolino di un bar della Foce, a Genova, tra i ‘perché’ e i ‘farò’ di ognuno, gli stessi che tornano alla mente ora che Gino Paoli non c’è più. La città e i suoi protagonisti tornano con la memoria a quella canzone del 1991 per raccontare l’amicizia, i ricordi e la vita di uno dei più grandi cantautori italiani, scomparso oggi a 91 anni nella sua città.”La loro è stata l’amicizia dei Quattro amici al bar della canzone”, racconta a La Presse Carlo Piano, il figlio di Renzo Piano. Poeta e musicista uno, ‘archistar’ di fama internazionale l’altro, come Paoli legatissimo alla sua città. Passa per Pegli, nel ponente di Genova, la storia di un’amicizia che ha attraversato i decenni, risalente ai tempi della scuola. Cresciuti insieme nello stesso quartiere, Pegli, che diede anche i natali a Fabrizio De Andrè, Paoli e Piano erano due di quei Quattro amici al bar del brano datato 1991.”Paoli diceva che mio padre fosse proprio uno di questi protagonisti”, dice Carlo Piana. Che, quando pensa ad un ricordo dell’amicizia tra i due, parte da un’immagine. “Io Paoli lo ricordo con la Marlboro che gli pende dalla bocca, i Ray-Ban e la camicia di jeans. Me lo ricordo al compleanno di mio padre, forse quello dei 70 anni, lo ricordo silenzioso a fumare e a guardare: uno che scrive queste canzoni è sicuramente una persona che sa osservare le cose, i capolavori che ha scritto nascono da questo”.Ma c’è dell’altro: “L’aneddoto che mi viene in mente per primo però è che se mio padre è diventato un architetto il merito va proprio a Gino Paoli”, spiega il figlio di Piano. E la memoria torna, col sorriso, alla Genova del dopoguerra, nel quartiere di Pegli. “Erano insieme da ragazzi negli scout – continua ancora – pochi anni di differenza. Ai tempi mio padre si era messo in testa di suonare la tromba, gli piaceva, strimpellava tutto il giorno.Fu Gino Paoli a dirgli ‘lascia stare, non ci siamo’. Come i veri amici ha avuto il coraggio e la sincerità di dirgli ‘guarda, non è il tuo’. E da quel momento mise da parte la tromba”. “Mio padre però racconta anche che se è vero che non ha più suonato però in qualche modo ha proseguito, l’ha fatto costruendo dei luoghi per la musica. Non ha fatto la musica, ma ha fatto dei luoghi dove la musica si può ascoltare”.”E’ l’ultimo grande cantautore genovese che se ne va – conclude Carlo Piano – e poco tempo dopo la scomparsa di Ornella Vanoni, entrambe due persone molto particolari e legate da un grande affetto”.

Club Tenco: "Protagonista di una generazione meravigliosa che fece iniziare tutto"

“Il Club Tenco apprende con profonda commozione la scomparsa di Gino Paoli, tra le voci più intense e significative della canzone d’autore italiana. Gino Paoli fu uno dei più importanti protagonisti di una generazione meravigliosa che fece iniziare tutto”. Così in una nota del club Tenco nel ricordare il cantautore morto oggi all’età di 91 anni. “Da Genova a Milano, alla casa discografica Ricordi si creò – tra gli anni Cinquanta e i Sessanta – il primo nucleo culturale che consapevolmente trattava la canzone come arte di livello raffinatissimo: nella sapienza dell’unione tra musica e parole, nella scrittura che unisce una poetica, uno stile e una visione del mondo personale attraverso questo linguaggio. La faceva diventare ‘d’autore’. Il suo legame con il Club Tenco è stato profondo e continuo sin dalle origini: nel 1974, in occasione della prima edizione della Rassegna della Canzone d’Autore, ricevette il Premio Tenco alla Carriera”, prosegue la nota.”Nel 1984 la sua “Averti addosso” ottenne la Targa Tenco come Migliore Canzone, e nello stesso anno fu omaggiato per ’25 anni di canzoni’ con un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.Paoli ha inoltre partecipato più volte al Premio Tenco come ospite, nelle edizioni del 1978, 1980, 1985, 1986, 1990, 1993, 1996, 2001, 2002, 2006 e 2007, testimoniando nel tempo una vicinanza autentica e mai interrotta. Gli amici del Club Tenco lo ringraziano per l’enorme disponibilità con la quale rispondeva sempre, sin dai primissimi inviti da parte di Amilcare, con cui si instaurò un profondo legame.In questo momento di grande tristezza, ci uniamo al dolore dei familiari, degli amici e di tutti coloro che lo hanno amato. Il suo esempio e le sue canzoni continueranno a vivere, accompagnandoci nel tempo”, ha concluso il Club Tenco.

Cremonini: "Con le sue canzoni ritrovo il gusto dei grandi di una volta"

“C’era una sala da biliardo nella cascina di campagna dove sono cresciuto. Era uno di quei luoghi umidi che odoravano di muffa in cui non era permesso entrare ai minori di 9 anni e infatti, appena annusato quell’odore di fresco (sbirciandoci dentro per scoprire cosa contenesse) non ne seppi più fare a meno. C’era questo biliardo in radica (meta di pellegrinaggio degli amici medici di mio padre che si ritrovavano il lunedì intorno a un nocino per snocciolare qualche perla delle loro) accanto a un vecchio mobile che conteneva un giradischi vintage, di quelli con la tv e la radio incorporati. Una sera, all’oscuro dei miei, trovai il coraggio di intrufolarmi dentro quella stanza dei giochi e, sforzandomi sulle punte dei piedi, riuscii ad aprire quel mobile antico. Sputarono dal pianale quattro vinili appoggiati uno all’altro: Vivaldi, Mina, Guccini e per ultimo, già sul giradischi, il 45 giri di Sapore di sale, di Gino Paoli”. Lo scrive Cesare Cremonini su Instagram, in un post dedicato a Gino Paoli. “Che fosse una canzone con l’arrangiamento di Morricone o l’arrangiamento di Morricone su una canzone, (con l’inconfondibile sassofono di Gato Barbieri), non fu importante, perché da qualsiasi prospettiva la stessi ascoltando, quella voce ebbe su di me l’effetto di un invito a entrare in una porta sconosciuta proprio come quella camera vietata in cui mi ero inoltrato – prosegue – Insieme a quell’odore, ogni volta che riascolto le canzoni di Paoli, ritrovo il gusto e la prospettiva sublime dei grandi della canzone di una volta, riflesso di un’Italia che va scomparendo ma che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare. (Un’Italia che, giusta o sbagliata, chissà perché, credo si sia divertita molto più della nostra)”.

Il sindaco di Monfalcone: "Ha tracciato un segno indelebile"

“Gino Paoli ha veramente tracciato un segno indelebile nella musica di tutto il Novecento e ovviamente ha portato anche Monfalcone alla ribalta per quanto riguarda la musica italiana”. Lo dice in un video su Facebook Luca Fasan, sindaco di Monfalcone, in provincia di Gorizia, dove il cantautore morto oggi a Genova era nato nel 1934. Il primo cittadino esprime “immenso dolore” per la notizia della morte di Paoli esprimendo le condoglianze alla famiglia.

Bresh: "Conoscerti una fortuna, insieme giornata memorabile"
Una delle quattro foto postate da Bresh come storia Instagram. (Foto: Instagram, Bresh)

Da genovese a genovese. Andrea Emanuele Brasi (in arte Bresh) ricorda Gino Paoli, postando su Instagram una serie di foto con il cantante scomparso, scattate in quella che ricorda come una “giornata memorabile”. “Che fortuna conoscerti – scrive Bresh – fu una giornata memorabile. Condoglianze alla famiglia. Ciao Gino”.

Zucchero: "Un buco nell'anima"
La foto che Zucchero ha usato sui social per dare il suo addio a Gino Paoli. (Foto: Instagram, Zucchero Fornaciari)

“Un buco nell’anima!”. Così Zucchero “Sugar” Fornaciari sui suoi social ricorda Gino Paoli, morto oggi all’età di 91 anni.

Jovanotti: "Grandezza vera senza enfasi, classe assoluta"

“Grandissimo maestro Gino Paoli. Autore di capolavori, modernissimo sempre; classico, immenso Gino Paoli. Le sue canzoni e quel suo modo di cantarle sono scuola perenne per tutti quelli che amano questa arte”. Così Jovanotti su Instagram, ricordando il collega scomparso. “Grandezza vera senza enfasi, classe assoluta”, aggiunge.

Ligabue: "Grande cantautore fuori dagli schemi"
La storia Instagram con cui Luciano Ligabue ha salutato Gino Paoli. (Foto: Instagram, Luciano Ligabue)

“Grande cantautore. Fuori dagli schemi. Ci lascia bellissime canzoni”. Così Luciano Ligabue sui suoi social ricorda Gino Paoli.

Cristiano De Andrè: "Artista dal cuore immenso e grande amico di papà"

“Se ne è andato uno dei giganti della musica italiana: un artista dal cuore immenso, capace di scrivere canzoni che hanno anticipato i tempi e segnato intere generazioni”. Così Cristiano De Andrè, ricordando Gino Paoli. “Grande amico di mio padre, è stato una presenza familiare fin da quando ero bambino – prosegue, ricordando il legame tra Paoli e Faber – La sua sensibilità, la sua eleganza e la sua voce resteranno per sempre nella nostra memoria. È una perdita immensa, non solo per la musica, ma anche per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino. Oggi è un giorno davvero triste”.

I funerali di Gino Paoli si terranno in forma privata

Si terranno in forma privata per volontà della famiglia i funerali del cantautore genovese Gino Paoli, scomparso in queste ore all’età di 91 anni. Le esequie dovrebbero tenersi nella giornata di giovedì. Massimo riserbo sul luogo delle esequie che non saranno in forma pubblica ma potrebbero svolgersi a partire da giovedì, alla presenza dei soli familiari.

Gabbani: "Se ne va un pezzo di storia della musica italiana"

“Se ne va un pezzo di storia della musica italiana”. Così Francesco Gabbani ricordando Gino Paoli sulle sue storie Instagram. Messaggio accompagnato da una foto del cantante scomparso. “Ciao Gino”, conclude Gabbani.

Fiorello: "Ha scritto pagine e pagine di storia della canzone italiana"

Un sentito e commosso omaggio a Gino Paoli apre la puntata sulle note di ‘Una lunga storia d’amore’ cantata da Fiorello, che dice: “Viene a mancare un artista che ha scritto pagine e pagine della storia della canzone italiana, evviva Gino Paoli!”. Un omaggio al cantautore scomparso oggi all’età di 91 anni.

Il giorno dopo gli esiti del referendum, lo showman non poteva che aprire i giornali e commentare a modo suo: “Giorgia Meloni si è scusata con i suoi elettori per la sconfitta, Elly Schlein si è scusata con i suoi elettori per la vittoria… non è abituata!”. E ancora: “Quest’anno verrà assegnato il David di Donatello anche al miglior ‘no’ del referendum!”. E chiude con il commento di una surreale Giorgia Meloni: “Rispettiamo la decisione degli italiani, andiamo avanti. Masini me l’aveva detto, con Fedez non si vince”.Rimanendo sull’attualità, Fiorello aggiunge: “Siamo vicini ai nostri amici di Radio Deejay, il gruppo greco Antenna ha ufficializzato l’acquisto del gruppo GEDI. John Elkann in 6 anni ha venduto Il Tirreno, Nuova Sardegna, la Nuova Ferrara, la Provincia Pavese, la Gazzetta di Modena e Reggio, L’Espresso, La Stampa e la Repubblica. E poi dicono che i giornali non si vendono”. Spazio anche alla cultura, con il ricordo dei 100 anni dalla nascita di Dario Fo, celebrato da Fiorello con il trittico musicale ‘Ma che aspettate a batterci le mani’, ‘Ho visto un re’ e ‘Su cantiam’. Non manca la satira sul cinema con il caso De Laurentiis e le sue dichiarazioni: “Giuli si dimetta, non sa gestire i soldi ai film”. Parte poi una finta telefonata alla Filmauro: “Questi sono dei cafoni, come può un quotidiano attribuirmi frasi del genere, io ho una reputazione da mantenere. Ma smentisco categoricamente, ho detto molto peggio. Io non posso passare per un rammollito che dice frasi del genere. Lui ha il 100% dei soldi, il 70% lo deve dare a me e il 30% a tutta l’altra marmaglia. Volete sapere il virgolettato? Io ho detto ‘Ministro Giuli, ma vada a cag**e’, ‘Ministro Giuli, Pietrangelo Buttafuoco ce l’ha più lungo!’”. Infine, l’immancabile collegamento con il Camerlengo alle prese con un imminente viaggio pastorale tra Barcellona, Madrid e le Canarie: “Sono andato a comprare infradito bianche e la protezione solare, non basta la protezione divina, ci vuole anche la protezione solare” e il Papa in sottofondo canta “Uno, dos, tres, un pasito bailante Maria”.Si conclude così l’appuntamento quotidiano de La Pennicanza, il programma radiofonico di Fiorello e Fabrizio Biggio in onda dal lunedì al venerdì alle 13:45 su Rai Radio2, RaiPlay, sul canale 202 del digitale terrestre e, in replica alle 7:10 del mattino, su Rai2

Braga: "Musica patrimonio di generazioni, grazie per il suo impegno civile"

“Gino Paoli è stato uno straordinario poeta, la sua musica ha donato emozioni che rimarranno patrimonio di generazioni, senza fine. Nella sua vita ha saputo coniugare arte e impegno civile come deputato. Anche per questo lo ringraziamo”. Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.

Pacifico: "Lascia canzoni meravigliose e irripetibili"

“Che canzoni meravigliose, irripetibili, che lascito. Non so se si può imparare da quelli così bravi, magari bastasse studiarli… Si può però tentare di evocarli, immaginarseli accanto, al pianoforte, ‘Come farebbe qui Gino’”. Così il cantautore Luigi De Crescenzo (in arte Pacifico), ricordando Gino Paoli. “Siamo tutti fortunati ereditieri, ricchi sfondati di musica e parole magnifiche”, conclude.

Laura Pausini ricorda Gino Paoli con una cover de 'Il cielo in una stanza'
La storia Instagram con cui Laura Pausini ha ricordato Gino Paoli. (Foto: Instagram, Laura Pausini)

Omaggio a Gino Paoli anche da Laura Pausini. La cantautrice romagnola ha ricordato il collega scomparso con una storia Instagram, accompagnata dal messaggio “Ciao magico e immenso Gino” e sulle note della cover de ‘Il cielo in una stanza’, interpretata dalla stessa Pausini.

Vasco Rossi: "Da lui imparai la differenza tra cantante e interprete"

“E poi ci troveremo come le star…la prima volta che ho visto Gino cantare, ho capito, e ho imparato qual è la differenza tra un cantante e un interprete…immenso Gino. Viva Gino Paoli”. Così Vasco Rossi in un post sui social abbinato alle foto che lo ritraggono con il cantautore scomparso oggi.

Mario Biondi: "Un uomo e un mito"

“Un uomo, un mito, lo ricordo sempre con tanto affetto”. Mario Biondi ricorda così sui suoi profili social Gino Paoli, scomparso oggi all’età di 91 anni.

Annuncio commosso in diretta di Antonella Clerici: "Ho pensato a Vanoni"

“È arrivata proprio adesso una brutta notizia dalle agenzie, è venuto a mancare Gino Paoli, 91 anni. L’ho incontrato tantissime volte, adoravo le sue canzoni tanto che un mio programma di successo si chiamava proprio ‘Ti lascio una canzone’. Era venuto a cantarla tante volte. Mi è subito venuta in mente Ornella Vanoni che è mancata da poco. Gino Paoli è stato un grande amore e una grande intesa professionale”. Così Antonella Clerici, in diretta tv nel corso del programma ‘E’ sempre mezzogiorno’, su Raiuno. “Tutti questi grandi ‘vecchi’, e lo dico con affetto, che vengono a mancare… mi dispiace tantissimo, perché hanno dato tanto all’arte. Un abbraccio alla famiglia per questa notizia non certo piacevole”, ha aggiunto.

Patty Pravo sui social: "Artista senza fine"

“Ciao Gino.. Artista Senza Fine”. Così Patty Pravo ricorda su Instagram Gino Paoli, morto oggi all’età di 91 anni. La dedica è a corredo di un video che li ritrae sul palco mentre eseguono in duetto ‘La Gatta’.

Il ricordo di Carlo Conti: "Poeta in una stanza"

“Il poeta in una stanza”. Così Carlo Conti ha ricordato Gino Paoli su Instagram. L’ex direttore artistico del Festival di Sanremo ha postato una foto del cantante scomparso, accompagnato dal messaggio “Il poeta in una stanza. Ciao Gino”.

Genoa: "Finito il tempo di cantare insieme"

“Finito il tempo di cantare insieme. Ciao Gino”. Così il genoa sul proprio account, nel ricordare Gino Paoli, tifoso genoano, morto oggi all’età di 91 anni.

Morandi: "Amico e collega di una vita, gli ho voluto bene"

 “Ciao Gino, amico e collega di una vita, ti ho voluto bene da sempre”. Così Gianni Morandi ricordando Gino Paoli in un post su Instagram con tanto di foto che li ritrae insieme. “Per la tua musica, per la tua anima, per quello che hai lasciato a tutti noi. Buon viaggio”, aggiunge Morandi. 

Schlein: "La sua scomparsa lascia un vuoto profondo"

“La scomparsa di Gino Paoli lascia un vuoto profondo nella musica e nella cultura italiana. Un artista che attraverso le sue parole e le sue melodie ha composto la colonna sonora di momenti speciali della vita di ciascuna e ciascun italiano. Poesia in musica che ci accompagnerà per sempre. Alla sua famiglia e ai suoi cari le sentite condoglianze mie personali e di tutta la comunità del Partito democratico”. Così in una nota la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein.

Al Bano: "La sua musica immortale, bel gesto con me a Canzonissima"

Gino Paoli “mi sarebbe piaciuto frequentarlo di più ma ricordo benissimo che, una volta, durante la registrazione di ‘Canzonissima’ negli anni 70, sbagliai. Lui fermò l’orchestra e ripetemmo. È stato un gesto che non ho mai dimenticato ed è un ricordo bellissimo di Gino”. Così Al Bano Carrisi a LaPresse, ricordando il collega scomparso.

“Avevamo stili di vita completamente diversi – spiega – quindi non c’era la possibilità di un incontro, anche considerando lo stile di vita che facciamo. Ma Gino ha lasciato all’Italia e al mondo delle melodie straordinarie, dei testi fantastici. Lui se n’è andato ma la sua musica resta nel cuore degli italiani, perché la musica non muore e non morirà mai”. Ma quali canzoni di Paoli sono le preferite di Al Bano? “’Il cielo in una stanza’, ma anche ‘Senza fine’ e ‘Sassi’ – risponde – è stato un grande musicista, un grande cantante”.

Fabio Fazio: "Poeta grandissimo, con le sue canzoni dipingeva"

Gino Paoli “è stato un poeta grandissimo. Con le sue canzoni dipingeva. Con la sua arte ha costruito un immaginario che è dentro ciascuno di noi. Solo la forza della Poesia può tanto. E così sappiamo che l’estate sa di sale e che un soffitto viola può lasciare posto al cielo”. Lo scrive in un post su X Fabio Fazio commentando la scomparsa del cantautore ligure all’età di 91 anni.

Ruotolo (Pd): "Uno dei più grandi interpreti della musica italiana"

“La scomparsa di Gino Paoli rappresenta una grave perdita per la cultura italiana e per tutta la comunità artistica internazionale. Alla sua famiglia va il nostro più sentito cordoglio. Con lui scompare uno dei più grandi interpreti e autori della musica italiana. Uno dei protagonisti della cosiddetta scuola genovese, insieme a Umberto Bindi, Luigi Tenco, Fabrizio De André e a Bruno Lauzi. Le sue opere restano patrimonio culturale del Paese e continueranno a parlare alle generazioni future”. Così in una nota Sandro Ruotolo, responsabile cultura nella segreteria nazionale del Pd.

Omaggio di Olly a Gino Paoli, un cuore su sfondo nero e 'Il cielo in una stanza'

Un cuore su uno sfondo completamente nero e in sottofondo il brano iconico ‘Il cielo in una stanza’. Così il cantante genovese Olly, vincitore dell’edizione 2025 del Festival di Sanremo, omaggia sui social Gino Paoli, morto oggi all’età di 91 anni.

Mazzi (MiC): "Ha scritto canzoni piene di poesia"

“Gino Paoli ha scritto canzoni piene di poesia, rendendo ancora più grande la storia artistica e musicale dell’Italia. Ai suoi cari le mie più sentite condoglianze”. Così Gianmarco Mazzi, sottosegretario Cultura, commentando la scomparsa del cantante.

Salvini: "Addio grandissimo"

“Addio grandissimo Gino”. Così Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ricorda in un post su Facebook Gino Paoli, cantautore morto all’età di 91 anni, di cui pubblica una foto davanti al microfono con i suoi iconici occhiali da sole.

Giani: "Ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana"

“È morto Gino Paoli. Uno dei grandi della musica italiana, autore di canzoni che hanno attraversato generazioni e raccontato emozioni senza tempo. Con la sua voce e le sue parole ha lasciato un segno profondo nella cultura del nostro Paese. Un pensiero di cordoglio alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene”. Così sui social Eugenio Giani, presidente della Toscana, alla notizia della morte del cantautore.

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