“Oggi esiste un Sanremo molto vincolato all’immagine. L’immagine è diventata predominante rispetto alla canzone, al tema trattato, alla qualità melodica, perfino al modo in cui il brano viene cantato. Negli ultimi anni abbiamo visto giovani diventare ‘big’ quasi miracolosamente, senza una vera gavetta. Alcuni, lo dico sinceramente, ho dovuto cercarli per capire chi fossero”.
Con ventuno partecipazioni e due vittorie – con ‘E dirsi ciao’ e ‘Messaggio d’amore’ – alle spalle Piero Cassano analizza un Festival che lo ha visto protagonista, sul palco – come co-fondatore dei Matia Bazar – e produttore di canzoni iconiche, da ‘Adesso tu’ e ‘Una storia importante’ di Eros Ramazzotti a ‘Quando nasce un amore di Anna Oxa’. Lavoro che il 23 febbraio, in occasione della prossima kermesse, lo porterà a ricevere nell’ambito del Press Golden Gala un premio alla carriera per la sua opera ‘Dietrolequinte’.
Il premio alla carriera
“È una gratificazione importante. È un riconoscimento a un percorso che si è diviso tra palco e studio”, spiega a LaPresse, “quello dietro le quinte è un lavoro certosino: scrivere, arrangiare, coordinare autori, musicisti, discografici, editori. È un lavoro che il pubblico spesso non vede, ma che è fondamentale per valorizzare artista, canzone e progetto”. Come quello per ‘Adesso tu’, di cui si celebra il quarantennale dalla vittoria a Sanremo, con Ramazzotti che sarà super ospite insieme ad Alicia Keys della terza serata. “Sono più che contento – dice Cassano – perché mi sento parte attiva di quella storia. Ho scritto e prodotto con Eros la canzone e l’album che gli ha permesso di spiccare il volo nel mondo ed è anche la riconferma che nel 1985 avevamo lavorato molto bene con ‘Una storia importante’, a cui è intitolato il tour mondiale”.
“Ai giovani cantanti di oggi manca la scuola”
Nel frattempo il Festival è cambiato, aprendosi al mercato nelle ultime edizioni. Ai giovani d’oggi, secondo Cassano, “manca la scuola. Lo dicono anche insegnanti di canto come Luca Jurman e altri maestri: molti ragazzi non hanno tecnica, non respirano correttamente, si affidano all’autotune. Non è una polemica, è un dato. Senza gavetta è difficile costruire carriere solide”. Per Cassano “abbiamo perso quella stagione in cui le canzoni nate a Sanremo varcavano i confini, venendo riproposte, rilanciate in tutto il mondo. Oggi chi va al Festival resta confinato in Italia, ma la cosa più raccapricciante è che le canzoni vivono spesso solo per due o tre mesi, poi spariscono. Un tempo da Sanremo uscivano artisti capaci di costruire carriere internazionali come Laura Pausini, Zucchero, Tiziano Ferro o Il Volo. Oggi si annunciano tour di giovani ‘big’ che poi vengono ridimensionati o annullati. Questo significa che manca la sostanza”. E spesso i brani di maggior impatto durano il giro di una stagione. “Il mordi e fuggi esiste, ed è evidente – osserva Cassano – Non rimane quasi nulla dal punto di vista melodico, rimane qualcosa invece dal punto di vista dei testi che, spesso e volentieri sono anche interessanti, benché non parlino di violenze o di cose stupide solo per attirare l’attenzione. Quando il pubblico capisce l’oggetto del testo di una canzone che è realizzata per attirare l’attenzione la lascia decadere, la canzone non resiste alla sfida del tempo“. Detto questo – prosegue – “non è finita l’epoca degli intramontabili. Pensiamo alle canzoni di Giorgia o di Marco Mengoni. Ricordo anche Mr. Rain con ‘Supereroi’: una canzone molto bella. Però la domanda è: dopo due o tre anni, cosa resta? È una riflessione. Se la musica è usa e getta, il pubblico la consuma e la dimentica”.
“Farò il tifo per le voci intonate”
Ma Cassano farà il tifo per qualcuno in questa edizione del Festival? “Per le voci intonate – risponde – cominciando da Serena Brancale che mi auguro possa avere uno dei primi posti, ma anche per Arisa, mi auguro che anche lei possa salire sul podio, qualcosa però mi dice che potrebbe succedere qualcosa di non bello e non giusto, come è successo l’anno scorso con la magnifica Giorgia che credo meritasse di più, anche se mi era piaciuto molto Olly, così come Brunori Sas. Le voci valide esistono. Il problema è che su trenta artisti, il numero di cantanti all’altezza dei nomi che ho fatto, resta minimale”. Per il suo futuro Cassano punta a “continuare ad andare controcorrente. L’ho fatto con i Matia Bazar, l’ho fatto con Eros, e lo faccio oggi sostenendo giovani come Cecilia La Rosa e Matteo Macchioni. Cecilia ha una voce unica, una forza espressiva rara. Matteo porta avanti un progetto che unisce lirica e crossover in modo personale. Andare controcorrente è sempre stato il mio modo di fare musica. E lo è ancora”.

