Ghali, fuori il nuovo brano ‘Basta’ dopo la polemica sulla cerimonia delle Olimpiadi

Ghali, fuori il nuovo brano ‘Basta’ dopo la polemica sulla cerimonia delle Olimpiadi

Il rapper pubblica la nuova canzone: “Sono da solo ma sembro un esercito”. Buonfiglio: “Ghali? Polemiche fuori luogo”

Dopo le polemiche legate alla sua partecipazione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina, a sorpresa Ghali questa notte ha pubblicato ‘Basta’, uno dei brani spoilerati lo scorso settembre al Gran Teatro a Fiera Milano Live. Un pezzo costruito come un flusso continuo, in cui la ripetizione ossessiva del titolo diventa mantra e insieme grido di saturazione: ‘Basta’.L’assenza della copertina di ‘Basta’ riflette un’uscita maturata all’ultimo e senza preavviso, lasciando spazio solo al messaggio.

“Sono da solo ma sembro un esercito”, canta il rapper

“Free tutti i maranza. Cifra troppo alta, mamma mi è svenuta in banca…Basta….Mi muovo come un presidente (che?). A scuola stavo nell’ufficio del preside. Non mi sono mai piaciute le regole. Gucci come un arabo ricco…Sono da solo ma sembro un esercito“, recita il testo della canzone del rapper milanese, che in un post su Instagram aveva denunciato di essere stato escluso dall’esecuzione dell’inno italiano e di non potere cantare in arabo alla cerimonia di apertura dei Giochi invernali.

Ghali, fuori il nuovo brano ‘Basta’ dopo la polemica sulla cerimonia delle Olimpiadi
(foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse)

Buonfiglio: “Ghali? Polemiche fuori luogo”

“Io in questo momento son portato a leggere solo le cose positive, in questi momenti fare polemica lo trovo fuori luogo“. Così il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, a margine dell’inaugurazione di Casa Italia, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle parole del cantante Ghali che si era lamentato di non poter cantare l’inno d’Italia durante la cerimonia di inaugurazione.

Valditara: “Ghali? Dedichiamo troppo tempo a polemiche”

“Ghali? Dedichiamo troppo tempo alle polemiche”. Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, all’inaugurazione di Casa Italia in triennale a Milano. “Sono qui a testimoniare l’impegno straordinario che il governo sta facendo per lo sport a partire dalle scuole. Abbiamo avviato investimenti per circa 1 miliardo di euro per dare a tante scuole italiane una palestra o rinnovare quelle esistenti, lo sport è fondamentale per la motivazione dei giovani e per a combattere la dispersione scolastica”, ha poi concluso Valditara.

Santanché: “Ghali? Chi fa polemiche se ne vada a casa”

“Ghali? Non parlo di polemiche perché oggi è una giornata di gioia, di orgoglio, di appartenenza e di italianità, chi fa polemiche se ne vada a casa”. Così la ministra del Turismo Daniela Santanché a margine dell’inaugurazione di Casa Italia. “Questa è una giornata che ci rende ancora più orgogliosi di essere italiani. Abbiamo l’Italia al centro del mondo, tra poche ore saranno miliardi di persone che saranno collegate per l’apertura dei Giochi e come sempre faremo bella figura”, ha concluso la ministra. 

Mazzi (MiC): “Ghali profittatore, ha tradito spirito olimpico”

“È davvero una vergogna che Ghali abbia pensato di sfruttare commercialmente la sua partecipazione alla cerimonia olimpica di questa sera, pubblicando in concomitanza un disco e tradendo di fatto lo spirito e i valori che sono alla base delle Olimpiadi. E mi amareggia che una grande major discografica come Warner Music gliel’abbia consentito, approfittando dell’occasione”. Così il sottosegretario di Stato alla Cultura, Gianmarco Mazzi. “Non sapremo mai quanti milioni di euro di visualizzazioni frutterà a Ghali questa indegna furbata, compiuta in spregio agli atleti olimpici e alle migliaia di volontari che stanno dando il massimo per far ben figurare l’Italia nel mondo. Non era mai accaduto. Mai nessun artista, ieri come oggi, ha osato tanto. Dobbiamo forse abituarci a questa generazione di mercanti, senza ideali e opportunisti? – aggiunge Mazzi – Auspico che in futuro il Cio possa vigilare con maggiore attenzione, introducendo inviti e vincoli più stringenti per la partecipazione degli artisti. Non è tollerabile che gli atleti si sacrifichino mentre gli uomini di spettacolo lucrano alle loro spalle”.

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