Un arrivederci tra i coriandoli giallorossi sulle note di Grazie Roma. E una promessa: “Il prossimo anno faccio un nuovo disco“. Cala così il sipario sul tour di Antonello Venditti in occasione del 40° anniversario di ‘Notte prima degli esami’, inno generazionale e ciliegina sulla torta di uno degli album più amati dai suoi fan, ‘Cuore’. Un lungo viaggio iniziato lo scorso giugno a Roma e concluso sempre lì nella sua città, in un Palazzo dello Sport gremito nonostante la pioggia caduta copiosa per tutto il giorno.
L’annuncio a inizio concerto: “Nel 2026 farò un nuovo disco”
“Dire che sono emozionato è dire poco, perché sono a Roma e perché si conclude questo racconto che vorrei non finisse mai. Ma finisce una cosa e se ne comincia un’altra. Il prossimo anno conto di fare ancora il cantautore, faccio un disco nuovo. La vita va avanti come le canzoni”, dice Venditti aprendo un concerto nel quale alterna alcuni tra i più celebri brani del suo repertorio a racconti di aneddoti legati alle sue canzoni. Da ‘Raggio di luna’ a ‘Bomba o non bomba’, da ‘Sotto il segno dei pesci’ a ‘Giulia’ fino alla intramontabile ‘Giulio Cesare’, che in questi giorni richiama anche il triste fatto di cronaca della ‘lista degli stupri’. “In bocca al lupo agli studenti del liceo, risolvete i vostri problemi perché mi sembra una cosa pazzesca”, dice il cantautore.
Le partite in strada di notte con Rossi e Tardelli e…
Poi arriva il turno di ‘Notte prima degli esami’ e Venditti regala alla platea una perla di aneddoto. Di quando in piena notte, dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali, si ritrovò a giocare in strada con i tassisti a Trastevere insieme a Paolo Rossi e Marco Tardelli tra l’incredulità dei passanti. “Prima di me non c’era la notte prima degli esami, l’ho inventata io”, aggiunge con orgoglio, definendola “una canzone che mi renderà eterno”. Un Venditti ispirato e particolarmente eloquente che non si sottrae dal racconto della depressione “che mi stava portando all’autodistruzione e alla voglia di suicidarmi” e dalla quale uscì con l’aiuto di un amico speciale, Lucio Dalla.
…il surreale incontro con Bob Marley in ascensore
Nella serata tra teatro e canzone di Venditti trova spazio anche il racconto sul suo surreale incontro con Bob Marley nell’ascensore di un hotel milanese prima del celebre concerto a San Siro del giamaicano che ha ispirato la sua ‘Piero e Cinzia’: “Nell’ascensore mi trovo davanti Bob che non mi fila di pezza. Arriviamo al sesto piano dove lui aveva la conferenza stampa prima del concerto, si apre l’ascensore ed esco io. I giornalisti mi fanno un applauso enorme, perché ero il primo in classifica: a volte succede e Bob mi guarda quasi a domandarsi: ma questo chi c…è? E io gliel’ho detto”. E ancora: “Abbiamo parlato della filosofia Rasta ma a lui non gliene fregava un c… Allora ho detto: parliamo di calcio. Gli chiedo se conosce la ‘As Rome’ e lui mi fa: ‘What?’. Per me lì è finito Bob Marley”. Il bis prima del congedo è proprio un sentito omaggio alla città e alla squadra del suo cuore: dopo ‘Ricordati di me’, altro classico del suo repertorio, arrivano infatti ‘Roma capoccia’ e ‘Grazie Roma’. “Io so’ scaramantico, la dovete cantà voi”, dice Venditti. E il Palasport, prima di svuotarsi, si trasforma in un piccolo stadio Olimpico.

