Gli organizzatori dell’Eurovision Song Contest hanno annunciato che i paesi membri voteranno a novembre per decidere chi potrà partecipare allo spettacolo musicale del prossimo anno, poiché sono aumentate le richieste di esclusione di Israele a causa della guerra a Gaza.
Il portavoce Dave Goodman ha dichiarato venerdì in una email che il consiglio di amministrazione dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU), che riunisce le emittenti pubbliche, ha inviato una lettera ai membri indicando che la votazione si terrà in un’assemblea generale straordinaria online all’inizio di novembre. Paesi come Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna hanno minacciato di non partecipare all’Eurovision Song Contest a meno che Israele non venga escluso dalla competizione a causa della guerra a Gaza.L’Eurovision Song Contest 2026 si svolgerà a maggio a Vienna: l’onore di ospitare l’evento spetta al vincitore dell’anno precedente. Il vincitore di quest’anno a Basilea, in Svizzera, è stato l’austriaco JJ con la canzone ‘Wasted Love’.
Eurovision 2026, “Italia non partecipi se c’è Israele”
Eurovision 2026 senza l’Italia se Israele parteciperà. Questa nei giorni scorsi la richiesta di tre consiglieri di amministrazione della Rai, Roberto Natale, Alessandro Di Majo e Davide Di Pietro, in vista della kermesse in programma al Wiener Stadthalle di Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio. Tre consiglieri di amministrazione della Rai – Roberto Natale, Alessandro Di Majo e Davide Di Pietro – chiedono all’Italia di non partecipare ai prossimi Eurovision se ci sarà anche Israele. “Deve interrogare anche la Rai l’ondata di solidarietà per la Palestina che ieri ha attraversato l’Italia, portando in piazza centinaia di migliaia di persone e trovando il sostegno anche di molti dipendenti del servizio pubblico (come attesta la mancata messa in onda di varie trasmissioni) – affermano in una nota – Oltre a fornire l’informazione più completa sul genocidio in atto a Gaza, alla Rai tocca in queste settimane compiere una scelta dall’importante valore simbolico: come tutti gli altri servizi pubblici europei, dovrà dire la sua sulla partecipazione alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, in programma a Vienna nel maggio 2026. Già cinque emittenti pubbliche – quelle di Paesi Bassi, Irlanda, Islanda, Slovenia e Spagna – hanno deciso nelle scorse settimane di non partecipare se alla manifestazione prenderà parte Israele. Noi tre consiglieri di amministrazione Rai chiediamo che l’Italia faccia altrettanto, dando un segno concreto di vicinanza ad un popolo sottoposto a sterminio”.
L’Eurovision – proseguono – “è da sempre un evento internazionale fondato su valori di pace, inclusione, rispetto e fratellanza tra i popoli. Tuttavia, la partecipazione di Paesi coinvolti in gravi violazioni dei diritti umani rischia di comprometterne profondamente il senso e la credibilità: ricordiamo che proprio per questo, in anni recenti, l’Ebu ha deciso di escludere prima la Bielorussia e poi (dopo l’invasione dell’Ucraina) la Russia”. In questo contesto – concludono – “la presenza italiana, senza alcuna forma di dissenso o segnale simbolico, potrebbe essere interpretata come una legittimazione silenziosa di ciò che sta accadendo. Crediamo invece che l’Italia, Paese fondatore dell’Unione Europea e storicamente impegnato nella promozione della pace, debba assumere una posizione coerente con i propri valori costituzionali e con il sentimento di tanta parte della propria cittadinanza. Annunciare ora questa scelta è un modo in più per far pressione su Israele, fargli percepire l’isolamento internazionale e indurlo a fermare il massacro: magari in tempo per tornare sul palco di Vienna”.

