Timothée Chalamet è il grande sconfitto degli Oscar 2026. L’attore classe 1995, protagonista di ‘Marty Supreme’, non ha vinto la statuetta di miglior attore protagonista (per la terza volta dopo ‘Chiamami col tuo nome’ e ‘A Complete Unknown’) nonostante fosse considerato favorito per la vittoria. A strappargliela di mano è stato Michael B. Jordan, che ha recitato nel film ‘Sinners’ (‘I peccatori’). Il 39enne della California è stato capace di superare la concorrenza non solo di Chalamet ma anche di artisti come Leonardo DiCaprio (‘Una battaglia dopo l’altra’), Ethan Hawke (‘Blue Moon’) e Wagner Moura (‘The Secret Agent’).
Inoltre la sconfitta dell’attore di New York non è solo personale ma riguarda l’intera produzione di ‘Marty Supreme’, con la pellicola di Josh Safdie che non ha vinto nemmeno un premio su nove nomination complessive.
Le parole di Timothée Chalamet su opera e balletto
All’indomani della cerimonia degli Oscar, molti continuano a chiedersi se le critiche di Chalamet sul teatro e il balletto abbiano influito sul voto dell’Academy. Durante una chiacchierata tra Timothée e Matthew McConaughey, organizzata da Variety e Cnn, la giovane star del cinema aveva detto: “Non voglio lavorare nel balletto o nell’opera dove la gente dice ‘mantieni viva questa cosa di cui a nessuno importa più‘”, “con tutto il rispetto per le persone che lavorano lì fuori nel balletto e nell’opera”. Dichiarazioni che hanno subito scatenato una polemica mondiale e che potrebbero aver condizionato in qualche modo il voto dell’Academy, un’organizzazione formata da oltre 10.000 membri, tutti professionisti dell’industria cinematografica.
Il caso mediatico è stato affrontato anche sul palco degli Oscar con il presentatore della cerimonia Conan O’Brien che non ha potuto esimersi dal fare un po’ di comicità. “Le misure di sicurezza sono particolarmente rigide come immaginerete. Si temono attacchi da parte delle comunità di opera e balletto“, ha detto il conduttore scatenando le risate della sala, comprese quelle di Timothée Chalamet.
Il caso Karla Sofía Gascón
Un episodio simile è quello che ha riguardato Karla Sofía Gascón, favorita agli Oscar 2025 per vincere il premio di miglior attrice protagonista e poi rimasta a mani vuote. L’artista spagnola, emersa nel film Emilia Pérez, era finita al centro delle polemiche a causa di vecchi tweet con toni razzisti e islamofobici. Alla fine la statuetta è andata a Mikey Madison, protagonista di Anora, mentre Emilia Pérez ha comunque conquistato i riconoscimenti di miglior attrice non protagonista (Zoe Saldana) e miglior canzone originale.

