Checco Zalone sempre più re degli incassi con il nuovo film Buen Camino. E ora, destra e sinistra se lo litigano. La pellicola di Gennaro Nunziante domina il box office e fa il pieno al botteghino infrangendo ogni record, mentre il comico rischia di diventare un caso politico.
Il boom di Buen Camino al box office
Anticipato da recensioni non proprio esaltanti alla vigilia, Buen Camino alla resa dei conti si mangia in un sol colpo pregiudizi e avversari. In soli quattro giorni, il film con Checco Zalone, uscito strategicamente nelle sale proprio il 25 dicembre, in soli quattro giorni ha raccolto 26.866.787 di euro per 3.310.829 presenze. Alle sue spalle, il nulla o quasi: l’attesissimo ‘Avatar: Fuoco e cenere’ congelato a 5,4 milioni di euro e 571.454 presenze, Norimberga con un gagliardo Russell Crowe per ora terzo con un incasso di 1,6 milioni di euro e 203.334 presenze in sala.
Ed è proprio un Buen Camino, quello con cui Checco Zalone batte un altro record: nei suoi primi quattro giorni di programmazione nei cinema italiani con 27 milioni di euro, una media di 34.847 euro in 771 cinema, 3.316.838 spettatori e una quota di mercato pari al 71,4%, si tratta della migliore apertura di sempre per un film di Natale. Il ritorno di Zalone sul grande schermo, dopo cinque anni tra tv, teatro e musica, ha scalato le classifiche dei film con maggiori incassi in Italia posizionandosi al 26° posto dietro ‘Benvenuti al Nord’. Il comico pugliese vanta quattro suoi film in top ten: ‘Quo vado?’ (2016) è secondo con un incasso totale di 65.365.676 euro, ‘Sole a catinelle’ (2013) è terzo con 51.936.318 euro, ‘Tolo Tolo’ (2020) sesto con 46.201.300 e ‘Che bella giornata’ (2011) ottavo con 43.474.047. Primo in classifica (che non tiene conto del tasso d’inflazione e del sovrapprezzo delle uscite in 3D o IMax) è ‘Avatar’ del 2009 con 68.675.722.
Il film distribuito da Medusa Film traina inoltre il mercato cinematografico che cresce del 256,5% rispetto al weekend della settimana precedente e dell’87% rispetto allo stesso weekend del 2024. Un successo che coinvolge tutte le regioni, dal Nord al Sud, e che si rafforza anche nel raffronto con i due film precedenti di Checco Zalone. ‘Quo Vado’ aveva aperto a 22.792.000 di euro e ‘Tolo Tolo’ a 30.251.903 ma il confronto va letto alla luce di un dato importante: entrambi quei film erano usciti a Capodanno, storicamente il giorno più forte dell’anno per il box office italiano, e ‘Tolo Tolo’ aveva beneficiato di un giorno in più rispetto a ‘Buen Camino’ (il primo gennaio 2020 era un mercoledì).
Destra e sinistra se lo litigano
Insomma, Zalone si conferma sempre più fenomeno nazional-popolare, e per questo non poteva mancare attorno all’attore comico la sottile polemica politica a distanza tra destra e sinistra, nonostante nei suoi film la politica non si senta quasi mai se non nel politicamente “scorretto”, suo vero marchio di fabbrica fin dalla satira sul posto fisso. Già nel Natale 2019 la premier Giorgia Meloni aveva elogiato il comico: “Il furore ideologico della sinistra vorrebbe censurare il nuovo film di Checco Zalone perché lo considera politicamente scorretto. Io voglio fargli i complimenti per come riesce sempre a far riflettere, con un sorriso, sui temi più discussi del nostro tempo. Bravo Checco!”, aveva scritto la premier in un post su X.
Il furore ideologico della sinistra vorrebbe censurare il nuovo film di Checco Zalone perchè lo considera politicamente scorretto. Io voglio fargli i complimenti per come riesce sempre a far riflettere, con un sorriso, sui temi più discussi del nostro tempo. Bravo Checco! pic.twitter.com/uowvTj9uVd
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) December 22, 2019
Oggi il tema è tornato di attualità: “Mentre una certa critica ‘impegnata’ lo dava per finito ancora prima dell’uscita, il pubblico ha risposto come sa fare: sale piene e un incasso record il giorno di Natale, mai visto prima”, aveva detto il giornalista ed ex deputato Italo Bocchino, specificando che “ha sbancato il botteghino e ha fatto anche impallidire la sinistra radical chic perché gli italiani sono andati in massa” a vedere il film, che secondo Bocchino “racconta con ironia quelli che sono i loro difetti”.
La replica arriva dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi: “Il tentativo della destra meloniana di intestarsi persino Checco Zalone scagliandolo contro l’opposizione è imbarazzante. Ma dico: almeno a Natale si potrà andare al cinema, a ridere con Zalone, a riflettere con Sorrentino, a pensare con Norimberga senza che persino i film diventino ossessioni dei Fratelli d’Italia? Ma dai, occupatevi delle tasse e della legge di bilancio. E giù le mani almeno da Checco Zalone”.
Il tentativo della destra meloniana di intestarsi persino Checco Zalone scagliandolo contro l’opposizione è IMBARAZZANTE. Ma dico: almeno a Natale si potrà andare al cinema, a ridere con Zalone, a riflettere con Sorrentino, a pensare con Norimberga senza che persino i film…
— Matteo Renzi (@matteorenzi) December 29, 2025
Piaccia o no, gli va dato atto, per Zalone un’altra vittoria bipartisan.

