Si intitola ‘Falcon’ il nuovo film per il cinema sul quale Marco Bellocchio è al lavoro, incentrato sulla vita di Sergio Marchionne, il ceo di Fiat Chrsysler, mortoi l25 luglio 2018 a 66 anni. Il progetto, scritto da Marco Bellocchio con Ludovica Rampoldi, Andrea di Stefano, Stefano Rulli e con la partecipazione di Oliviero Del Papa, sarà prodotto da Simone Gattoni per Kavac Film, Mattia Mor per Emotion Network e Rai Cinema.Le riprese sono previste per il 2026 e si svolgeranno in Italia, Stati Uniti e Canada. Bellocchio alla Mostra di Venezia in corso al Lido ha presentato la serie ‘Portobello’, dedicata a Enzo Tortora.
Il regista: “Racconto la sfida di un italiano ai giganti Usa”
“Mi piace l’idea (perché c’è ancora tanto da fare, siamo solo agli inizi) – dice Marco Bellocchio – di raccontare un italiano, Sergio Marchionne, che sfida in America due giganti, Gm e Chrysler e vince. Non si fa assoggettare, non si fa schiacciare, la sua genialità, il suo coraggio e la sua spietatezza manageriale salvano la Fiat che, come dicevano gli esperti, era ‘tecnicamente fallita’”. Risorge non solo con lui ma con la partecipazione attiva del giovanissimo ‘maggiore azionista’ e di tutta la famiglia. Mi piace raccontare di un vincitore che ritornato in patria è accolto da alcune istituzioni italiane di sinistra, di centro e di destra con ostilità. Un ‘vincitore tragico’ si potrebbe definire alla fine della storia”.
Chi era Sergio Marchionne
“Una persona molto speciale”. Così l’ex presidente di Ifil, Gianluigi Gabetti, ha definito Sergio Marchionne ricordando Umberto Agnelli, che gli aveva indicato per Fiat il manager allora cinquantenne.
Gli oltre 14 anni di storia tra Marchionne e il Lingotto iniziano infatti nel maggio del 2003, quando l’italo-canadese entra da indipendente nel cda di un casa auto sull’orlo della bancarotta. Il manager arriva dalla ginevrina Sgs, società nell’orbita della famiglia Agnelli, risanata in soli due anni. Nel giugno 2004 diventa a.d. Fiat al posto di Giuseppe Morchio. E vince la prima sfida. Con gli 1,55 miliardi di euro pagati da Gm per rompere l’alleanza con il Lingotto, il nuovo capo azienda inizia il rilancio di Fiat con i nuovi modelli.
Di certo Marchionne, per anni accanito fumatore – ha smesso di recente -, non è una figura usuale. Ironico, forte e diretto, il suo dress-code non passa inosservato. In ciascuna delle sue case negli Stati Uniti, in Svizzera e a Torino ha oltre 30 maglioncini blu tutti uguali, che indossa in ogni occasione al posto della giacca e la cravatta. Si ricordano tre eccezioni. Quando si presenta alla stampa, quando va in Senato a riferire, dove la giacca e la cravatta sono obbligatorie, e alla presentazione dell’ultimo piano industriale dello primo giugno 2018, a Balocco. Ma in questa occasione mette una cravatta Ermenegildo Zegna solo per celebrare il target di ‘zero debito’, uno delle tante sfide vinte dall’a.d., di cui si ricorda anche una parentesi, nel 2012, con la barba.

