25 Novembre, Giornata contro la violenza sulle donne: il teatro per raccontare gli abusi

25 Novembre, Giornata contro la violenza sulle donne: il teatro per raccontare gli abusi
Anna e Clara Bocchino, le attrici gemelle che portano in scena ‘La voce a te dovuta’

Si intitola ‘La voce a te dovuta’ lo spettacolo messo in scena dalle attrici Anna e Clara Bocchino per raccontare la violenza di genere

Nina e Cloe sono cuffiate davanti ai loro pc, posati sulla scrivania. Le illumina la luce di una lampada, parlano, si confrontano e registrano un podcast per raccontare “la violenza che è intorno a noi”. Si intitola ‘La voce a te dovuta’ lo spettacolo teatro delle attrici Anna e Clara Bocchino, due gemelle, che raccontano “i piccoli e grandi traumi” che accomunano tutte le donne. “Uno spettacolo che è un invito all’ascolto per trovare il coraggio di raccontare”, spiega Anna Bocchino parlando con LaPresse.

25 Novembre, Giornata contro la violenza sulle donne: il teatro per raccontare gli abusi
Un momento dello spettacolo ‘La voce a te dovuta’, di Anna e Clara Bocchino

‘La voce a te dovuta’, lo spettacolo delle sorelle Bocchino

Lo spettacolo (regia di Ettore Nigro, testi Sharon Amato, costumi Giuseppe Avallone, scene Giancarlo Minniti, aiuto regia Giovanni Sbarra) si serve di un espediente scenico strutturale – due gemelle in scena – per affrontare la tematica della violenza con profondità e ironia allo stesso tempo, e per cercare di rompere quel grande silenzio che invade e rende impotenti le vittime di violenza e le persone a loro vicine. “Abbiamo posizioni diverse e contrastanti mentre siamo in scena – afferma Clara Bocchino – Nina è più sognatrice, Cloe è invece più cinica”. Lo spettatore capirà solo dopo la sua posizione. Cloe, in realtà, non c’è: è come il fantasma di se stessa perché, vittima di violenza, è stata uccisa: “La tragedia è accanto a noi – afferma Anna Bocchino – Non c’è più perché non ha avuto il coraggio di raccontare. Il punto è che spesso non se ne parla e le cose si vengono a sapere quando oramai è tardi. Non parlare, non dire, non denunciare, ma perché?”.

Una pièce teatrale nata durante la pandemia

Durante la pandemia e i lunghi periodi trascorsi in casa, le due attrici hanno percepito “la sensazione delle difficoltà nel quotidiano, mentre parlavamo con le nostre amiche e altre persone”. Da lì l’idea di raccontare, chiedendo l’aiuto di chiunque volesse partecipare. E mentre sul palco lo spettacolo va avanti tra un podcast e un altro, Nina e Cloe raccontano le storie delle donne: “Una di loro ci ha scritto: ‘Mi sono rotta le scatole che si parli sempre di donne’”. Una denuncia, un segnale che qualcosa va cambiato anche nel modo di comunicare. “È un momento ironico dello spettacolo, ma è comunque amaro, racconta il dolore”, sottolinea Clara Bocchino.

Violenza sulle donne, i 30 punti del ‘violentometro’

Ma la violenza sulle donne “è un tema ampio e complesso e durante lo spettacolo leggiamo anche i 30 punti del violentometro, quelli che in una escalation di violenza portano ai femminicidi”. Allo stesso modo le due attrici, in tournée con lo spettacolo raccontano dell’esperimento ‘Universo 25’, nel quale una colonia di topi, pur vivendo in assenza di difficoltà, finiscono per uccidersi: sono gli esemplari maschi ad attaccare le femmine e i piccoli, fino al collasso della società stessa. “Noi vogliamo dire questo raccontando di Universo 25: Cari ascoltatori, finiremo per estinguerci”.

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