L'attore ha restituito i 3 premi vinti per 'Jerry Maguire', 'Nato il Quattro di Luglio' e 'Magnolia'

Non è un buon periodo per l’industria del cinema. Mentre Gabriele Muccino lascia la giuria dei David di Donatello sbattendo la porta, dall’altra parte del mondo cresce la protesta contro i Golden Globe o più propriamente contro l’HFPA – sigla che sta per Hollywood Foreign Press Association.

Numerose le celebrità dello star system americano che si sono schierate contro la Hollywood Foreign Press Association, l’associazione della stampa straniera a Hollywood, composta da circa 90 giornalisti internazionali che assegna i riconoscimenti.

L’ultima star a unirsi al crescente coro di critiche è stato Tom Cruise, che ha restituito al mittente i 3 Golden Globe vinti per ‘Jerry Maguire’ e ‘Nato il Quattro di Luglio’ come miglior attore e per ‘Magnolia’ come miglior attore non protagonista.

Scarlett Johansson, la prima attrice a prendere posizione contro i Golden Globe

Scarlett Johansson, la prima attrice a prendere posizione contro i Golden Globe

Prima di lui era stata Scarlett Johansson a prendere posizione contro la HFPA. Johansson, 5 volte candidata ai Golden Globe, aveva esortato i colleghi a unirsi ala protesta dichiarando che quei premi razzisti e discriminatori. Ha poi rincarato la dose sottolineando di aver ricevuto durante le conferenze stampa “domande e osservazioni sessiste”.

I Golden Globe sono da sempre considerati l’anticamera dei premi Oscar.
“È un’organizzazione alla quale individui come Harvey Weinstein davano legittimità per ambire all’Oscar e il resto dell’industria si adeguava” ha denunciato Johansson ricordando ai colleghi l’importanza di rimanere compatti.

Insieme a lei, anche il collega di ‘Avengers’ Mark Ruffalo ha fatto sentire la sua voce scatenando i social con l’hashtag #ChangeIsGolden. Pure Netflix, Amazon e Nbc hanno puntato il dito sull’HFPA, manifestando l’intenzione di chiudere i rapporti con l’organizzazione fino a quando questa non sarà pronta a riformarsi. La Nbc è andata oltre, annunciando di non voler trasmettere i Golden Globe l’anno prossimo.

Ma cos’è successo ai Golden Globe?

Mancanza di esclusività e razzismo sono le accuse che hanno travolto i Golden Globe. Un segreto per molto tempo era tenuto segreto, un patto tra pochi che manteneva ben oliata la macchina da soldi dicono ora in molti nel mondo dell’intrattenimento.

Le prime avvisaglie che preannunciavano che il vaso di Pandora si stava scoperchiando risalgono alla fine di febbraio quando la giornalista norvegese Kjersti Flaaa accusò l’organizzazione di aver escluso lei e altri colleghi per proteggere il valore degli articoli dei soci in vari mercati internazionali. Flaaa aveva toccato un nervo scoperto. La notizia arriva in redazione al ‘Los Angeles Times’ che indaga e un paio di giorni prima della messa in onda dei Golden Globe spara a zero sulla Hollywood Foreign Press.

Il quotidiano rimarca il fatto che l’associazione dei giornalisti stranieri a Hollywood non ha tra i suoi 87 membri un solo giornalista di colore e che continua a tollerare che i suoi membri ricevano benefit da parte degli studios.

I Golden Globe snobbano gli attori afro-americani?

Emily In Paris - Serie tv Netflix

La serie ‘Emily in Paris’

Vengono a galla potenziali conflitti di interesse. Infatti sempre secondo il ‘Los Angeles Times’, ci sarebbe stato un viaggio di piacere offerto dalla Paramount sul set della serie ‘Emily in Paris’.  Nel 2019 oltre 30 membri della Hfpa furono ospitati per due notti al Peninsula Paris, un albergo a cinque stelle da 1.400 dollari a notte, il che spiegherebbe, secondo il quotidiano, la nomination ai Golden Globes ricevuta dalla serie Netflix con Lily Collins, nonostante i giudizi negativi della critica.

Quest’anno le nomination dei Golden Globe sono state criticate per aver snobbato film come ‘Da 5 Bloods’, ‘Judas and the Black Messiah’, ‘Ma Rainey’s Black Bottom’ e ‘The United States vs. Billie Holiday’. Tutti con attori afro-americani. L’HFPA, dal canto suo, ha negato molte delle accuse e ha garantito cambiamenti a breve.

 

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