A pochi giorni dall'inizio della 71esima edizione del Festival della Canzone ecco il gioco che spopola online

Il Fantacalcio ormai lo conoscono tutti, ma il FantaSanremo sembra destinato a entrare nel cuore degli italiani allo stesso modo. Un gioco divertente, di sicuro, ma che, in questo momento, mostra anche degli ampi risvolti sociali in epoca Covid. L’idea, infatti, parte da un gruppo di appassionati del Festival nelle Marche. Tutti lavoratori del mondo dello spettacolo, proprio quel settore che la pandemia ha messo in ginocchio. Già dal 2019 il ristretto gruppo inizia a incontrarsi al Bar Corva da Papalina di Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, per esprimere valutazioni sulle performance degli artisti in gara e azzardare pronostici. Nel 2020, poi, decidono di stilare un vero e proprio regolamento in stile Fantacalcio. Ma è adesso, nel 2021, che questo gruppo di ascolto decide di fare il grande salto e approdare sul web. Vivendolo come un gioco, appunto. Che ora, però, sembra destinato a diventare qualcosa di più. In pochi giorni, infatti, le squadre iscritte sul sito https://www.fantasanremo.com/ sono diventate 5mila. “Forse – racconta Giacomo Piccinini, uno dei fondatori, a LaPresse – potremmo superare prima dell’inizio del Festival le 10mila. Credo che l’esplosione che abbiamo avuto sia dovuta al fatto che si sono interessati alcuni influencer. L’unico nostro timore è che il server non regga, era fatto per cento squadre. Rischiamo di arrivare a cento volte quello che avevamo previsto. Il nostro informatico ci sta lavorando”.

A parte gli eventuali problemi tecnici, quello che è partito come un gioco sta diventando un fenomeno di dimensioni decisamente importanti. Tanto che anche qualcuno degli artisti in gara ha iniziato a notarlo e a ripostare sui social le squadre formate dai suoi fan. “Il primo artista che ci ha risposto – sottolinea Giacomo – è il mio idolo Willy Peyote. Ma poi ci ha citati anche Davide Toffolo, Orietta Berti ci ha mandato dei cuori, Gio Evan e Francesca Michielin hanno pubblicato delle stories”. Inevitabile, quindi, che la curva delle iscrizioni cresca sempre di più. Con due speranze per il gruppo di ideatori: che la ‘moda’ arrivi fino ad Amadeus e Fiorello e che qualcuno nomini il FantaSanremo all’Ariston. E se fossero loro ad essere invitati su quel palco? “Lì potrebbe prenderci un coccolone. Ma siamo pronti a partire”.

Un gioco, quindi, ma con regole ben precise. Ogni partecipante deve creare una sua squadra composta da cinque cantanti in gara. Per ‘acquistarli’ ha a disposizione 100 Baudi. Ogni artista ha un determinato valore, stabilito dai pronostici dei bookmakers. Per intenderci, Francesca Michielin e Fedez, dati fra i favoriti, valgono 38 Baudi. La difficoltà sta nel creare la squadra vincente rimanendo nel budget. Ma, attenzione, non basta individuare chi salirà sul podio. I ‘bonus’ e ‘malus’ sono tanti. Per esempio, i premi della critica valgono 20 punti, la standing ovation 25 (in questo caso, senza pubblico, vale quella dell’orchestra), la direzione di Beppe Vessicchio porta con sé 25 punti e così via. Per scegliere la propria squadra, quindi, bisogna leggere con molta attenzione il regolamento. “L’abbiamo stilato durante una cena – dice soddisfatto Giacomo -. Ci siamo contenuti, potevamo fare di peggio. Un consiglio ai giocatori? Fate la squadra con il cuore, ma leggete molto bene le regole”.

Il retrogusto amaro della divertente vicenda, però, c’è. I fondatori del gruppo, infatti, fanno parte proprio di quel mondo dello spettacolo così duramente colpito dalla pandemia: “Siamo musicisti, tecnici, fonici, insegnanti di musica. Questa iniziativa nasce anche a causa di tutto il tempo libero che abbiamo avuto per il blocco delle nostre attività. Abbiamo cercato di non pensare troppo a questa situazione, al lavoro che stiamo perdendo e che non riavremo. Speriamo che questa iniziativa metta anche in luce il problema. Per quanto ho letto, Willy Peyote nel suo brano parla dei teatri chiusi. Ci auguriamo che la situazione possa evolvere in qualche modo. Sarebbe bello che in Italia fosse possibile lavorare con la cultura, la musica e lo spettacolo come in altri Paesi. Solo in Italia siamo dei fantasmi”.

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