di Claudia Luise
Venezia, 12 set. (LaPresse) – Valeria Golino infiamma la cerimonia di premiazione della 72esima Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e risolleva le sorti dell’Italia che altrimenti sarebbe rimasta a bocca asciutta. E’ lei, con la sua eleganza e la sua sensualità, a conquistare la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile nel film ‘Per amor vostro’. Una vittoria, maturata nei giorni e annunciata già alla vigilia. Ma oltre al premio, alla Golino va anche un record che la consegna di diritto nell’Olimpo delle attrici italiane: è la prima donna a vincere due volte l’ambito riconoscimento. La Coppa Volpi, infatti, le era stata consegnata già quasi trent’anni fa, nel 1986, per ‘Storia d’amore’ di Citto Maselli.
Il vero colpo di scena di questa edizione della Mostra è la vittoria del Sudamerica. E’ venezuelano il film ‘Desde allà’ (Da lontano), dell’esordiente Lorenzo Vigas che si aggiudica il Leone d’oro. Ma sono tanti, in questa edizione in cui a capo della giuria c’è il messicano Alfonso Cuaron, i titoli che arrivano dall’America Latina. Va in Argentina, infatti, anche il Leone d’argento per la miglior regia che è stato assegnato a Pablo Trepero per ‘El Clan’. Maggior incasso di sempre in Argentina, è il ritratto di una famiglia malavitosa della Buenos Aires degli anni Ottanta, i Puccio.
UNA INTENSA STORIA D’AMORE. L’esordiente Vigas affascina con un’intensa storia omosessuale di amore e solitudine a Caracas. Il protagonista è Armando, uomo di mezz’età adescatore di fanciulli nella realtà povera e violenta della capitale del Venezuela. Ma proprio con uno di questi ragazzi, Elder, si crea un rapporto speciale. Armando, interpretato da Alfredo Castro, è l’opposto di Elder (Luis Silva). Un uomo grigio che conduce una vita grigia il primo, un violento dall’animo dolce il secondo. Sarà Elder a legarsi in maniera simbiotica ad Armando e a desiderare un rapporto passionale, che finirà con un ultimo tragico atto d’amore respinto dall’uomo. “Grazie a Barbera e Baratta per aver preso in considerazione questo film che viene dal Venezuela. Per me questa è una sorpresa – ha sottolineato il regista ritirando il premio – il mio Paese ha problemi ma questo premio aiuterà a superare situazione attuale”.
LE AMBIZIONI ITALIANE. Le ambizioni della vigilia per l’Italia erano altre. Il nostro Paese era arrivato al Lido con quattro titoli in gara e le speranze si erano concentrate su ‘Sangue del mio sangue’ di Bellocchio e ‘A Bigger Splash’, di Guadagnino. Tanti applausi, critiche favorevoli, ma nessun riconoscimento prestigioso per queste due pellicole.
GOLINO: CONTENTA PER ME. Splendida, emozionata e consapevole di aver risollevato un bottino altrimenti troppo magro è Valeria Golino. “Voglio ringraziare i selezionatori di Venezia per averci scelto e voluto, voglio condividere il premio con il mio regista Giuseppe Gaudino, la sceneggiatrice Isabella Sandri, Adriano Giannini, Massimiliano Gallo, Riccardo Scamarcio. Provo la stessa gioia di 30 anni fa – ha detto l’attrice nostrana – quando ho vinto la coppa Volpi e oggi mi accorgo che ho una consapevolezza diversa di vincere. Il premio però mi dà la stessa infantile e ingenua allegria che mi dava allora, spero rimanga sempre così. Sono molto contenta per me”.
IL MIGLIOR ATTORE. Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile va a Fabrice Luchini per ‘L’hermine’. L’attore non ha potuto ritirare il premio ma ha mandato un messaggio. “Questa la miglior ricompensa possibile”, ha detto Luchini nel videomessaggio trasmesso alla cerimonia di chiusura. La commedia francese di Christian Vincent è un ritratto del presidente di una corte d’assise, un giudice severo e temuto. Un equilibrio glaciale, il suo, che viene messo in crisi dall’estrazione, come giudice popolare, di una donna di cui si era innamorato sei anni prima, l’unica che abbia mai amato.
GLI ALTRI PREMI. Leone del futuro a ‘The Childhood of a leader’ di Brady Corbet (Regno Unito, Ungheria). Premio speciale della giuria al film turco ‘Abluka’ di Emin Alper. Premio sceneggiatura a Christian Vincent per ‘L’Hermine’ da lui stesso diretto. Premio Mastroianni al bambino-soldato Abraham Attah per il film ‘Beats of no nation’ dell’americano Cary Joji Fukunaga.
ORIZZONTI. Il miglior film della sezione Orizzonti, la cui giuria era presieduta dal regista Jonathan Demme, è ‘Free in Deed’ dell’americano Jake Mahaffy (ambientato nel mondo delle chiese di fortuna delle periferie), mentre il Premio speciale della giuria lo ha vinto ‘Boi Neon’ di Gabriel Mascaro. Il miglior regista è Brady Corbet per ‘The childhood of a leader’. Premio per il miglior attore a Dominique Baron per ‘Tempete’ mentre quello per il miglior corto è andato a ‘Belladonna’ della regista croata Dubravka Turic.
APPUNTAMENTO ALL’ANNO PROSSIMO. La cerimonia di premiazione si è chiusa con le parole del presidente della Biennale, Paolo Baratta. “Amici tutti – ha detto prima di congedarsi – si è conclusa oggi la 72esima edizione del Festival. In questi giorni abbiamo vissuto tutti insieme un viaggio emozionante intorno alla condizione umana del tempo presente e ciò che abbiamo visto ora ci sembra già appartenere alla storia. Grazie a tutte le giurie, grazie alla madrina, alle energie che hanno collaborato e alla Biennale stessa. Evviva la 73esima Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: ci vediamo il 31 agosto”.

