Parigi (Francia), 5 lug. (LaPresse/AP) – La sua era una presenza ingombrante, che si faceva sentire e vedere, e che regalava alla sua arte quell’eleganza e quell’originalità che hanno contribuito a fare dell’azienda quella straordinaria macchina del lusso che ha conquistato il mondo intero. E la sua assenza, dopo 15 anni di collaborazione, si è fatta sentire allo stesso modo. La nuova collezione autunno inverno 2011-2012 di Christian Dior, presentata a Parigi, non porta la firma di John Galliano e si vede.

A lavorare agli abiti ci hanno pensato i suoi più stretti collaboratori, Bill Gaytten e Susanna Venegas, lontanissimi dall’immagine eccentrica e fuori dagli schemi del loro maestro. Gli applausi al termine della sfilata non sono stati gli stessi di sempre, probabilmente perché le aspettative erano molto alte e la critica non ha avuto pietà. Gaytten ha firmato questa collezione, ma dalla maison si sono affrettati a specificare che l’ex braccio destro di Galliano non è stato nominato ufficialmente nuovo direttore artistico, ma si è limitato a firmare questa collezione.

“Stiamo prendendo tempo – ha detto alla stampa il presidente di Dior, Sydney Toledano – perché vogliamo la giusta soluzione a lungo termine”. Secondo buona parte della critica quello che è mancato agli abiti che hanno sfilato in passerella è stata la coesione. Troppe idee e tutte insieme, hanno detto i maligni, anche se la mano e la creatività Galliano, licenziato a marzo, dopo essere stato accusato di antisemitismo e aver subito un processo a Parigi, si è vista nelle forme e nell’originalità.

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