Nel documento, firmato nella notte tra il 13 e il 14 agosto con una parte delle sigle del comparto, si prevede che i tamponi per il personale non vaccinato (da effettuare ogni 48 ore per ottenere il Green Pass) sarebbe stato a carico degli istituti con i fondi per l'emergenza

Il Green Pass obbligatorio per il personale scolastico è una misura ingiusta o necessaria? Il protocollo sicurezza sulla riapertura divide i sindacati della scuola.

Nel documento, firmato nella notte tra il 13 e il 14 agosto con una parte delle sigle del comparto, si prevede che i tamponi per il personale non vaccinato (da effettuare ogni 48 ore per ottenere il Green Pass) sarebbe stato a carico degli istituti con i fondi per l’emergenza. Una circolare applicativa del Ministero dell’Istruzione agli istituti precisa che il rimborso sarà limitato unicamente a chi “si trova in condizione di fragilità sulla base di idonea certificazione medica”, così come aveva poi precisato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Insomma: niente rimborso per i No-Vax.

Se da un lato, con la circolare, viale Trastevere riguadagna la fiducia dei presidi (che però continuano a non firmare) dall’altro si allontana da chi quel documento l’ha già siglato. Tanto che la Uil scuola minaccia di ritirare la firma: “Si cambiano le regole e si tradisce il merito dell’accordo”, spiega il segretario Pino Turi. Il Protocollo viene “stravolto”, ammonisce il sindacalista, e “non è accettabile che un atto ufficiale dell’amministrazione scolastica, anziché chiarire il contenuto, alteri la sostanza di un accordo”.

Per la Uil i costi per i tamponi devono essere a totale carico delle scuole. Una posizione che il sindacato dei presidi ritiene inaccettabile: “L’Anp non intende favorire alcuna logica di ‘sostituzione’ della vaccinazione con il tampone”, aveva chiarito Antonello Giannelli, riservandosi di rivedere la posizione se il testo del protocollo fosse stato modificato.

“Il ritorno in sicurezza a scuola passa dalla tutela dei lavoratori”, tuona la Uil, che non esclude di aprire un contenzioso con l’amministrazione scolastica per tutelare i lavoratori da una “insopportabile penalizzazione”.

Resta sulla sua posizione Giannelli, che definisce il Protocollo un documento “più politico che tecnico” e solleva un altro problema tecnico: “La norma è molto chiara nel dire che se una persona che non ha il Green Pass dopo cinque giorni deve essere sospeso e si deve procedere alla sostituzione. Il problema non è la sospensione, ma è che bisogna aspettare cinque giorni e in questi cinque giorni c’è il vuoto. Se si pensa alle classi della primaria, capiamo bene che il problema organizzativo c’è”. Il nodo principale però per i dirigenti scolastici resta quello del controllo del Certificato Verde: “Su 100 unità di personale, almeno l’85% è vaccinato, ma non si può sapere chi sono. La legge attuale obbliga ad effettuare questo controllo tutti i giorni – sostiene Giannelli -. Non si può fare, abbiamo bisogno di avere il controllo delle banche dati sui vaccinati”. Sul numero dei vaccinati, per ora si hanno a disposizione solo i dati registrati a luglio scorso, che parlano di 200mila tra professori e Ata non vaccinati. Ma vanno aggiornati e certamente per l’inizio dell’anno scolastico saranno molti meno. Le Regioni invieranno le cifre reali al commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo entro domani.

Tra le polemiche, una cosa è fuori di dubbio per il presidente dell’Anp: “La scuola riparte sicuramente meglio dello scorso anno. Abbiamo una percentuale molto elevata di personale vaccinato e di ragazzi con almeno una dose inoculata, guardiamo al futuro con maggior serenità”.

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