Accordo trovato in Conferenza Unificata: didattica in presenza per la metà degli studenti

 Intesa raggiunta, le superiori possono finalmente riaprire. Dal 7 gennaio negli istituti secondari riprenderà la didattica in presenza al 50%, che potrà salire al 75% dopo le prime settimane, quando il Dpcm in corso andrà a scadere. L’obiettivo ovviamente è evitare in futuro nuovi stop, assicurando un percorso certo e continuo. L’accordo è stato sancito in occasione della seduta straordinaria della Conferenza Unificata incentrata sulle linee guida per garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico 2020-2021 e presieduta dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, che saluta la fumata bianca paragonandola a “un bell’esempio di leale collaborazione su un tema che sta a cuore al Paese intero”.

Esulta anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in prima fila nella battaglia per lo stop alla didattica a distanza e ora “felice per l’intesa siglata con Regioni, Province e Comuni” che permetterà a “studentesse e studenti di poter finalmente tornare a scuola. Ce lo avevano chiesto. È giusto che possano farlo grazie all’impegno di tutte le istituzioni coinvolte”. Soddisfatto pure il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, netto nel ribadire che la ripresa “è stata una sfida che non abbiamo assolutamente trascurato”. L’accordo sul rientro alle superiori al 50% dopo le feste natalizie “è un punto di partenza positivo e promettente” sottolinea il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, che parla di “segnale di speranza per tutte le famiglie” e di “percorso condiviso con l’esecutivo” su alcuni pilastri fondamentali. Fra questi, il ritorno della didattica in presenza che, attraverso un’ordinanza del ministro della Salute, consentirà di partire dal 7 gennaio con una soglia comune del 50% in tutte le Regioni con l’auspicio di veder crescere la percentuale, sulla base di uno stretto controllo della curva epidemiologica. Inoltre nelle linee guida si punta, attraverso un’attività di collaborazione con i prefetti, a una rimodulazione dell’orario di entrata e uscita delle scuole secondarie di secondo grado, che consentirà una riprogrammazione dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale in un’ottica di sicurezza e sostenibilità.

“Lavoriamo per assicurare le migliori condizioni possibili e per garantire sicurezza ai ragazzi e tranquillità alle loro famiglie” la posizione del presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, le cui dichiarazioni fanno il paio con quelle di Michele de Pascale, presidente dell’Upi secondo cui l’intesa raggiunta in Conferenza Unificata è un risultato importante per le Province “che gestiscono le 7.500 scuole superiori. Si tratta di riportare i ragazzi in classe al più presto con equilibrio, gradualità e in piena sicurezza”. Riaprendo con gradualità, spiega de Pascale, si garantirà stabilità alle misure da prendere fino a quando si potrà far tornare tutti i ragazzi in classe, tutti i giorni. Pandemia permettendo.

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