Ha dell’incredibile la storia della bambina di 6 anni operata al Policlinico di Bari per un grave trauma addominale in seguito a un incidente con un’acquasantiera, avvenuto all’interno di una chiesa di Trinitapoli. La rete dell’emergenza ha funzionato e la piccola, arrivata da Barletta, è stata presa in carico dal team di emergenza pediatrica ad alta complessità del Policlinico e dell’ospedale Giovanni XXIII. Nella notte tra il 25 e il 26 agosto le sono state applicate tre endoprotesi per rottura traumatica della biforcazione aortica.
Dopo il delicato intervento, ora la bimba è ricoverata in Chirurgia vascolare e la prognosi resta riservata, fanno sapere i sanitari da Bari.
L’incidente in chiesa
La bambina dopo l’incidente in chiesa era stata trasportata d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale di Barletta. Il direttore dell’unità operativa dell’Asl Bt, Giuseppe Di Paola, ha diagnosticato subito il grave trauma e la necessità di un trattamento specialistico di chirurgia vascolare, possibile nel polo pediatrico dell’azienda ospedaliero universitaria Policlinico di Bari.
È stato attivato il team di emergenza pediatrica ad alta complessità, di cui fanno parte Marco Ranieri, direttore del Dipartimento di Emergenza e dell’Unità operativa di Rianimazione I, Angela Pezzolla, alla guida del Dipartimento dei Percorsi chirurgici del Policlinico di Bari, Nicola Laforgia, direttore del DAI Pediatrico, insieme ai direttori del Giovanni XXIII e Trauma Center Asclepios e ai direttori delle unità operative di emergenza-urgenza e della chirurgia pediatrica del Giovanni XXIII. Trattandosi di un trauma vascolare, è stato inoltre coinvolto Domenico Angiletta, direttore dell’unità operativa di Chirurgia vascolare.
L’arrivo a Bari
“La macchina dell’emergenza – racconta il direttore sanitario Danny Sivo, che ieri sera ha presieduto la riunione del team multidisciplinare – si è attivata prima ancora dell’arrivo della paziente a Bari. Quando la bambina è giunta al nostro Pronto soccorso, intorno alle 23, il percorso assistenziale era già stato definito e tutte le équipe coinvolte erano state allertate e pronte a intervenire”.
Gli accertamenti diagnostici hanno confermato la lacerazione in corrispondenza della biforcazione aortica coinvolgente le arterie iliache comuni, una lesione grave ed estremamente rara in età pediatrica. Domenico Angiletta ha indicato l’approccio mininvasivo, quindi la bimba è stata trasferita nella sala ibrida di Asclepios 3, dotata di tecnologie avanzate che consentono di eseguire procedure endovascolari e, qualora necessario, di procedere immediatamente con un intervento chirurgico a cielo aperto.
L’operazione, l’approccio mininvasivo e le endoprotesi
Qui è stata sottoposta a un intervento endovascolare con il posizionamento di tre endoprotesi (stentgraft), una a livello dell’aorta e le altre due a livello iliaco, evitando così il ricorso alla chirurgia a cielo aperto.
L’intervento, durato circa due ore, si è concluso intorno alle 3.30 e ha visto impegnata l’équipe di Chirurgia vascolare, con il supporto di Angela Pezzolla e del chirurgo pediatrico Armenise, pronti a intervenire in caso di necessità. Al termine della procedura, la bambina è stata trasferita in Rianimazione.
“La gestione di questa emergenza dimostra concretamente l’importanza imprescindibile dell’integrazione tra i professionisti afferenti a unità operative di diverse specialità e sedi. Di fronte a un trauma pediatrico di altissima complessità, professionisti e competenze specialistiche dei due presidi hanno operato come un’unica squadra, garantendo continuità e tempestività in ogni fase del percorso assistenziale”, conclude Antonio Sanguedolce.


