Suscita sconcerto la morte a Bologna di un uomo di 42 anni nel corso di un intervento della polizia. A causare l’intervento delle forze dell’ordine, la segnalazione da parte dei cittadini di una persona in stato di agitazione psicomotoria. “Per garantire una gestione sicura e clinicamente adeguata del paziente in stato di agitazione psicomotoria è fondamentale l’intervento di un equipaggio medico-infermieristico qualificato, e questo proprio al fine di prevenire complicanze potenzialmente letali come crisi ipertensive severe o aritmie maligne, che possono portare a un arresto cardiaco improvviso”. Lo sottolinea a LaSalute di LaPresse il presidente della Sis 118 Mario Balzanelli, intervenendo sul decesso a Bologna dell’uomo mentre era ammanettato.
Non sono ancora note le cause del decesso dell’uomo. “Ci sono elementi da approfondire, in particolare dal punto di vista tecnico-clinico, per determinare se la situazione richiedesse un intervento da parte di un team avanzato medico-infermieristico. Questo perché l’agitazione psicomotoria rappresenta un quadro ad alta pericolosità”, aggiunge Balzanelli.
Che cos’è l’agitazione psicomotoria
L’agitazione psicomotoria “è una condizione clinica potenzialmente pericolosa per il paziente e per l’ambiente circostante, indipendentemente dalla causa sottostante. Può manifestarsi in diverse forme, ad esempio con un quadro psicotico acuto, un’alterazione dello stato mentale indotta da sostanze psicotrope o vasoattive. Ma possono esserci anche forme miste che combinano elementi psichiatrici e tossicologici”, precisa Balzanelli.
Necessità di un intervento specializzato
“In tutti i casi, la gestione richiede necessariamente l’intervento di un equipaggio del 118 composto da medico e infermiere. Solo un team medico-infermieristico può valutare clinicamente il paziente, decidere e attuare una contenzione farmacologica (sedazione) in modo sicuro ed efficace, monitorando costantemente il paziente per riconoscere tempestivamente segnali di deterioramento clinico improvviso e agire di conseguenza con il massimo livello di appropriatezza”, afferma il presidente Sis 118.
I rischi e la sedazione
L’assenza di personale medico – infermieristico “impedisce di rilevare segni precoci di instabilità clinica potenzialmente pericolosa per la vita. In particolare, con una sedazione appropriata si mette in maggiore sicurezza il paziente, riducendo anche la capacità di prevenire l’insorgenza di crisi ipertensive severe o di aritmie maligne, che possono portare a un arresto cardiaco improvviso. La sedazione stessa, sebbene necessaria, comporta possibili effetti collaterali che devono essere gestiti da personale esperto”, sottolinea ancora Balzanelli.
Gestione dell’arresto cardiaco
“Anche durante la sedazione non è esclusa la possibilità di insorgenza di arresto cardiaco. Per queste è necessaria un’assistenza medico-infermieristica di livello avanzato nelle situazioni di accesa agitazione psicomotoria (es. rianimazione, supporto avanzato delle funzioni vitali)”, insiste lo specialista.
Su una cosa Balzanelli non ha dubbi: un equipaggio non medico e non infernieristico non è in grado di garantire questo livello di intervento. “Dunque occorre migliorare i protocolli operativi, assicurando che ogni caso di agitazione psicomotoria venga affrontato con il livello di competenza necessario per salvaguardare la vita del paziente”, conclude Mario Balzanelli.

