Caldo, un Pdta per i pronto soccorso italiani

Caldo, un Pdta per i pronto soccorso italiani

La proposta della Simeu: un Pdta per uniformare la gestione dell’emergenza caldo nei pronto soccorso

Un percorso nazionale per rendere omogenea la gestione dell’emergenza caldo in tutti i pronto soccorso italiani. È l’obiettivo del nuovo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) annunciato dalla Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), che ha avviato un gruppo di lavoro per definire linee comuni dalla fase preospedaliera al triage, fino all’osservazione breve intensiva e alla medicina d’urgenza. Il documento sarà elaborato sulla base delle più recenti evidenze scientifiche internazionali.

L’annuncio durante la cabina di regia per il caldo

L’annuncio è arrivato durante la riunione della cabina di regia convocata dal ministero della Salute nell’ambito del Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo. Per la Simeu, infatti, le ondate di calore rappresentano ormai una sfida strutturale per il Servizio sanitario e richiedono percorsi assistenziali condivisi.

Nei periodi di caldo estremo gli accessi ai pronto soccorso aumentano in media del 15%, ma, sottolinea la Simeu, il problema principale non è il numero dei pazienti quanto la loro complessità clinica. Nella maggior parte dei casi non si tratta di colpi di calore, bensì dello scompenso di patologie croniche come insufficienza cardiaca, diabete, insufficienza renale, malattie respiratorie e demenza, aggravate dalle temperature elevate e, talvolta, dall’effetto di farmaci che interferiscono con la termoregolazione.

Per Mario Guarino, vicepresidente nazionale Simeu e direttore della Medicina d’emergenza-urgenza dell’Ospedale Cto di Napoli, il pronto soccorso è anche il primo osservatorio degli effetti dei cambiamenti climatici e delle disuguaglianze sociali. “Il pronto soccorso è l’avamposto di accoglienza h24 degli ultimi e degli invisibili, persone senza fissa dimora, anziani soli, migranti, individui in condizioni di marginalità che, nella loro fragilità esistenziale e sanitaria, approdano quotidianamente nell’unico posto capace di dare una risposta al loro bisogno di salute”.

La “nuova normalità climatica”

“Simeu si rende pienamente disponibile a fornire dati e a collaborare con tutte le istituzioni presenti a questo tavolo, per migliorare i processi di accoglienza e di cura. Il calore – conclude Guarino – non è un’emergenza stagionale: è la nuova normalità climatica, e il sistema sanitario deve attrezzarsi strutturalmente per affrontarla”.

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