“Abbiamo sempre dato la massima attenzione a questa tematica e continueremo a farlo. Monitoriamo costantemente il quadro in collaborazione con le autorità sanitarie territoriali, avendo come punto di riferimento i dati che raccogliamo, e che vanno analizzati in maniera concreta, per poter poi agire sul piano operativo ed epidemiologico”. Le parole del ministro della Salute Orazio Schillaci sembrano voler stemperare le ultime polemiche mediatiche sulla gestione dell’emergenza caldo in Italia.
D’altra parte i dati che arrivano dopo la nuova riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista nell’ambito del Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo sono interessanti. E questo nonostante l’afa finalmente abbia allentato la sua morsa sull’Italia. Nell’ultimo aggiornamento del bollettino sulle ondate di calore del ministero, domani e dopodomani scompaiono i bollini rossi, con le città in giallo e verde.
Chi c’era
Alla Cabina di regia, oltre ai rappresentanti del ministero della Salute, della Protezione civile, dell’Inail e del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (Dep), hanno partecipato anche i rappresentanti di Federsanità, Società italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere (Fiaso) e Società Italiana di Medicina Generale (Simg).
Massime di oltre 7 gradi superiori alla media in diverse città
I dati preliminari – e in corso di consolidamento – raccolti in tempo reale dal Dep Lazio sull’ultima ondata di calore hanno evidenziato che in Italia, nel mese di giugno, le temperature massime hanno fatto registrare incrementi di oltre 7 gradi rispetto al periodo di riferimento in diverse città. Picchi di oltre 9 gradi sono stati osservati a Torino.
Incremento della mortalità solo a Torino
Sempre dal Dep Lazio si apprende che i dati relativi alla sorveglianza della mortalità giornaliera fra gli over 65 mostrano “un incremento significativo, con riferimento sia al periodo 20 maggio-29 giugno che al picco di giugno, nella sola città di Torino“.
I risultati complessivi evidenziano, nelle altre città sorvegliate, un impatto contenuto del caldo rispetto alla significatività statistica – con mortalità uguale o inferiore all’atteso – nell’intero periodo di osservazione e durante l’ondata di calode di giugno. Questo grazie alla risposta del sistema sanitario e all’attuazione di comportamenti corretti da parte dei cittadini, dicono dal ministero.
Caldo e impatto sui pronto soccorso
I dati della sorveglianza degli accessi in pronto soccorso non fanno registrare alcun incremento nelle 8 città (49 strutture ‘sentinella’) monitorate.
Quanto ai dati sul 1500, numero di pubblica utilita a cui i cittadini possono rivolgersi per informazioni e consigli sul caldo, al 1° luglio sono oltre 400 le chiamate arrivate. Lazio, Lombardia e Puglia sono le Regioni con il maggior numero di richieste di supporto.
Le chiamate di I livello, quelle con le richieste più generiche, hanno riguardato nel 28,7% rischi per la salute connessi al caldo, nel 27,7% dei casi i bollettini sulle ondate di calore. Quanto alle chiamate di II livello, nel 58,3% dei casi hanno riguardato disturbi cardiocircolatori, nel 16,7% problemi psico-sociali.


