Caldo e ospedali, aumentano gli accessi al pronto soccorso

Caldo e ospedali, aumentano gli accessi al pronto soccorso
(Foto Ap/Andrew Medichini)

Anziani a rischio col caldo. Aumentano gli accessi al pronto soccorso ma la situazione è sotto controllo

L’ondata di caldo eccezionale che sta interessando l’Europa occidentale, con Francia e Spagna in prima linea e temperature ben sopra la media stagionale, comincia a farsi sentire anche sui pronto soccorso italiani. Ma l’aumento degli accessi, per ora, resta contenuto. “Non c’è nessun allarme: possiamo stimare l’incremento in un 10-15% nei dipartimenti di Emergenza-urgenza delle grandi città”, fa sapere la Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (Simeu). Dopo un fine settimana rovente il Servizio sanitario nazionale non ha ancora registrato un’impennata negli arrivi.

L’impatto del caldo sui fragili 

A pagare il prezzo delle ondate di calore sono soprattutto le persone più fragili. “Vediamo molti anziani, in particolare chi convive con più patologie croniche: è la fascia più esposta quando le temperature salgono”, rileva la società scientifica. Accanto a loro “le richieste d’aiuto di persone con difficoltà psichiatriche. Il pronto soccorso supplisce spesso alla mancanza di una rete di sostegno: le nostre strutture restano aperte giorno e notte”.

“Proteggere dal freddo eccessivo bambini piccoli e neonati, anziani e persone fragili non è un consiglio generico, ma una vera indicazione di prudenza sanitaria: gli sbalzi termici possono avere conseguenze più pesanti proprio su chi ha minori capacità di adattamento. Meglio ambienti freschi ma non freddi, usando quando possibile la funzione deumidificatore e facendo attenzione alla manutenzione degli impianti”, ha evidenziato Giuseppe Quintavalle, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso).

Caldo e ospedali, aumentano gli accessi al pronto soccorso
Giuseppe Quintavalle

I codici calore 

Con le ondate di calore gli ospedali attivano i codici calore, un percorso assistenziale preferenziale e differenziato per chi manifesta segni e sintomi legati alle alte temperature, di gravità variabile. Uno strumento utile, ma non risolutivo sul piano organizzativo. “I codici calore vanno bene, ma non cambiano molto l’assetto di un pronto soccorso”, osserva la Simeu. “I picchi di accessi per il caldo colpiscono soprattutto gli ospedali delle grandi città, dove l’afa è più intensa per fattori ambientali e urbanistici”.

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