Maria Rita Gismondo torna sulle scelte che hanno segnato la gestione italiana della pandemia. Nel mirino della virologa e consulente del ministro della Salute – già ascoltata dalla Commissione Covid il 13 ottobre 2025 – ci sono l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, accusato di aver adottato misure “in contrasto col Comitato tecnico scientifico”, e l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, finito al centro delle polemiche per la vicenda consulenze.
Le critiche a Speranza
Con LaSalute di LaPresse Gismondo commenta alcune delle decisioni assunte in pandemia, a poche settimane dallo strappo delle opposizioni che hanno abbandonato i lavori della Commissione parlamentare di inchiesta Covid, chiedendo a gran voce le dimissioni del presidente Marco Lisei.
“Speranza ha sempre affermato che ogni misura adottata si fondava sui pareri della scienza e, nella fattispecie, del Comitato tecnico scientifico”, ricorda la virologa. “Ma, ascoltato in Commissione, il professor Giuseppe Ippolito, membro del Cts, ha dichiarato che Speranza spesso agiva in modo difforme rispetto a ciò che gli veniva suggerito dal Comitato”, denuncia Gismondo, una lunga esperienza al Sacco di Milano.

I vaccini contro Covid
Capitolo vaccini: “L’allora direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini ha detto che non disponevano di studi sufficienti, ma che si doveva assolutamente imporre la vaccinazione”, prosegue Gismondo. “E quando gli si chiede se il vaccino funzionasse o meno, in audizione risponde: ‘Insomma, un pochino, ma sapevamo che non proteggeva dall’infezione’, con buona pace di chi considerava untori i non vaccinati”, rimarca l’esperta.
Conte e la vicenda consulenze
Poi c’è la vicenda consulenze che vedrebbe coinvolto l’ex premier Giuseppe Conte. Secondo quanto emerso in Commissione, infatti, i membri dell’ex studio legale del leader 5 Stelle avrebbero beneficiato di consulenze pagate a peso d’oro per un lavoro da “un paio di telefonate o una lettera di due pagine”, sottolinea Gismondo.
“Conte fa parte della Commissione Covid e per questo non può essere audito”, conclude Gismondo. “Gli è stato chiesto di dimettersi per chiarire la vicenda, invece si sono dimessi i membri del centrosinistra per far cadere la commissione. Che però va avanti lo stesso, ed è giusto così”.

