L’ingegneria clinica può essere uno snodo strategico per il futuro della sanità: è il messaggio emerso dal 26esimo convegno nazionale dell’Associazione italiana ingegneri clinici (Aiic), che si è chiuso a Torino dopo quattro giorni di lavori con circa 3mila partecipanti, 200 relatori e oltre 130 aziende coinvolte. Al centro del confronto temi come intelligenza artificiale, cybersecurity, dispositivi medici, Health technology assessment e attuazione del Pnrr.
Il ruolo dell’ingegneria clinica
“L’ingegneria clinica italiana ha mostrato a Torino di essere una comunità professionale capace di creare connessioni, consapevole della sua competenze e coraggiosa al punto da offrire spunti concreti di progettazione per il futuro della sanità italiana”, ha affermato il presidente Aiic, Umberto Nocco, sottolineando il ruolo degli ingegneri clinici nella gestione dell’innovazione e nella governance delle tecnologie sanitarie. Per Sara Falvo di BioPMed Torino “non basta la tecnologia per creare innovazione. È fondamentale validarla, generare le evidenze che garantiscano efficacia, sostenibilità e scalabilità”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla figura del Chief innovation officer, professionista chiamato a guidare i processi di innovazione nelle organizzazioni sanitarie. Per Danilo Gennari, componente del direttivo Aiic, “per questo ruolo serve l’expertise, la competenza ed il metodo. Per formazione e pratica l’ingegnere clinico è trasversale sulle competenze richieste”.
L’intelligenza artificiale
Grande attenzione è dedicata anche all’intelligenza artificiale, protagonista di numerose sessioni dedicate ad applicazioni già operative in diversi contesti clinici, dalla diagnostica al controllo delle infezioni ospedaliere. Ma restano aperti diversi interrogativi. “Ci troviamo di fronte anche ad una serie di problematiche non ancora chiarite: come faccio a valutare i risultati ottenuti attraverso l’intelligenza artificiale? Come faccio a fare manutenzione di strumenti che sono per lo più dei software?”, si chiede il vicepresidente di Aiic, Gianluca Giaconia.
“Il fronte delle soluzioni AI è vastissimo”, spiega Maurizio Rizzetto di Aiic. “Qui a Torino abbiamo discusso dell’utilizzo dei chatbot in ambiente sanitario ed abbiamo scoperto che, se non gestiti correttamente, possono diventare una fonte di rischio”. Da qui la necessità, secondo gli esperti, di una governance rigorosa delle tecnologie digitali per garantire sicurezza, efficacia e benefici concreti per pazienti e operatori.

