Infarto in crociera, il ringraziamento del turista scozzese salvato a Bari

Infarto in crociera, il ringraziamento del turista scozzese salvato a Bari

Il ringraziamento ai sanitari del Policlinico di Bari di un turista scozzese salvato dall’infarto

La buona sanità fa notizia, e colpisce quando a riconoscere la qualità delle cure è un paziente straniero. Per un uomo scozzese quella che doveva essere una tappa turistica a Bari di una crociera nel Mediterraneo si è trasformata in un’emergenza sanitaria, a causa di un infarto acuto durante la permanenza in città.

Trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari, l’uomo è stato sottoposto a un tempestivo intervento di angioplastica che gli ha salvato la vita. Tornato nel Regno Unito dopo la guarigione, il paziente scozzese ha voluto scrivere una lettera di ringraziamento all’équipe della Cardiologia ospedaliera barese, diretta da Paolo Colonna, per esprimere la propria gratitudine nei confronti dei professionisti che lo hanno assistito.

L’infarto il 16 maggio

L’episodio risale al mese scorso. Il turista è stato ricoverato d’urgenza il 16 maggio dopo l’accesso pronto soccorso. “Il trattamento chirurgico, l’assistenza medica e il supporto che mi sono stati forniti durante l’intero periodo di degenza sono stati assolutamente di prim’ordine. Pur non parlando italiano e consapevole di alcune difficoltà linguistiche, tutto il personale ha fatto di tutto per soddisfare al meglio le mie esigenze durante il ricovero”, sottolinea l’uomo nella missiva resa nota dal Policlinico di Bari.

L’infarto è una patologia tempo-dipendente, e ad semplificare le cose nel caso del paziente è stato il collegamento tra il pronto soccorso e il nuovo reparto di cardiologia presso Asclepios 3.

Come spiega Paolo Colonna, che dirige la cardiologia ospedaliera del Policlinico di Bari da settembre 2025, “il paziente con l’infarto in acuto viene trasferito rapidamente nelle sale di cardiologia interventistica dove si effettua l’angioplastica, che stappa la coronaria mentre si sta avendo l’infarto. Questo è sicuramente uno dei punti importanti e forti dell’essere insieme in uno stesso padiglione dove convivono la cardiologia, la cardiochirurgia, la chirurgia vascolare e la chirurgia toracica”.

Le patologie acute, comprese le aritmie ventricolari minacciose per la vita, possono essere trattate sia con la defibrillazione in acuto, “sia con l’impianto di meccanismi sottopelle che vanno dai più semplici, come i pacemaker, a quelli più complessi, come i defibrillatori e  mini pacemaker. Negli ultimi anni sono stati anche impiantati venti modernissimi dispositivi ‘leadless’ con due stimolatori, in atrio e ventricolo destro, che permettono la stimolazione fisiologica necessaria per alcuni pazienti”, chiosa lo specialista.

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