Hantavirus, perché i dati e la tecnologia saranno decisivi per prevenire nuovi focolai

Hantavirus, perché i dati e la tecnologia saranno decisivi per prevenire nuovi focolai

Scienza, dati e tecnologie armi contro il rischio Hantavirus e nuove pandemie: gli interventi di Cattani e Butti.

Il focolaio di Hantavirus “è una situazione ben circoscritta, ma è anche un monito che riporta la memoria indietro negli anni e ci dice che non possiamo abbassare la guardia. Sappiamo che una nuova pandemia arriverà, ma dove e quando non lo sappiamo”. L’avvertimento arriva da Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, a margine dell’incontro ‘Innovazione e produzione di valore’ nel sito Bayer di Garbagnate Milanese. 

Risposte veloci a problemi globali 

“Le aziende sono sempre al lavoro con ricerca e sviluppo e l’attenzione sulle patologie infettive è sempre molto alta. Abbiamo scienza, tecnologie e dati per dare risposte molto veloci a problemi che possono emergere in tempi rapidissimi per effetto della circolazione delle persone su scala mondiale”, ha aggiunto Cattani.

E, quindi, come è stato per Covid-19, in nove mesi siamo arrivati non solo all’identificazione di un vaccino, ma alla produzione su larga scala in miliardi di dosi. L’industria farmaceutica è preparata a gestire situazioni di questa natura”, ha assicurato il numero uno di Farmindustria.

L’apporto del fascicolo sanitario elettronico 

E, a proposito di tecnologia e dati, “il fascicolo sanitario elettronico potrebbe essere di straordinaria utilità nell’individuazione di eventuali focolai”, spiega il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti

“Se consideriamo il fascicolo sanitario elettronico come un ecosistema molto ampio, che include i dati sanitari, ci sono sicuramente dati prodotti dalle singole Regioni e dai territori che vengono utilizzati per la ricerca, ma una parte va in un repository centrale che serve per questioni epidemiologiche e per la prevenzione”, chiarisce Butti.

Insomma, la crisi legata all’Hantavirus evidenzia come “la tecnologia e l’innovazione siano fondamentali, soprattutto in settori come l’industria farmaceutica o l’agroalimentare, che sono strategici per definizione a livello geopolitico”, sottolinea il sottosegretario. 

Il farmaco “non è più semplicemente un prodotto. Per la salute dei cittadini lo è certamente – conclude Butti – ma è un prodotto geopolitico, è un prodotto che fa economia, è un prodotto che purtroppo fa politica”. 

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