Crescono i numeri delle donazioni e dei trapianti in Italia. Nel 2025 le donazioni di organi sono state 2.164, facendo segnare un +3,2% rispetto all’anno precedente. Prelievi che hanno consentito 4.697 trapianti di organi, con un incremento dell’1,2% rispetto al 2024. Sono i numeri più alti di sempre.
Donazioni e trapianti, i numeri
A illustrarli, nella sala convegni del Consiglio nazionale delle ricerche a Roma, è Giuseppe Feltrin, direttore generale del Centro nazionale trapianti. “Ringrazio i donatori e le loro famiglie. È grazie a loro se oggi possiamo presentare numeri così soddisfacenti”, dice Feltrin aprendo i lavori degli Stati generali della Rete trapiantologica. Il tasso nazionale di donazione si assesta quindi a quota 30,2 donatori per milione di persone, posizionando l’Italia ai primi posti in Europa.

Stabili invece le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori: 28,8%, con un +0,1% rispetto al 2024. Sale il numero delle donazioni, aumentano di riflesso anche i trapianti. L’incremento più consistente si registra anche quest’anno sui trapianti di cuore (+11,6%). Nel 2025 ci sono stati, nel complesso, 73,4 trapianti per milione di abitanti.
Il contributo del Sud
“Mi piace sottolineare come, accanto alle Regioni che hanno sempre contribuito in modo sostanziale alle donazioni, cresce l’apporto delle Regioni meridionali”, evidenzia Feltrin mentre espone le principali evidenze del report preliminare del Centro nazionale trapianti. “Era il mandato che ci aveva assegnato il ministro della Salute e siamo soddisfatti dei risultati raggiunti finora”, aggiunge.
In effetti, accanto alle Regioni del Centro-Nord con i tassi di donazione più elevati – Veneto con 49,5 donatori per milione di abitanti, Toscana con 47,3 e Piemonte con 41,9 – si segnala una crescita consistente di Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9).
Guardare al futuro con ottimismo
“Possiamo guardare al futuro con ottimismo, considerando che nei primi mesi del 2026 il numero delle donazioni è già aumentato rispetto allo stesso periodo del 2025. Dati coerenti con lo spirito di solidarietà ed altruismo che da sempre caratterizzano la nostra società civile”, sottolinea il ministro della Salute Orazio Schillaci.
La donazione a cuore fermo – cioè da pazienti la cui morte viene constatata dopo un arresto cardiaco di almeno venti minuti – si conferma uno dei settori trainanti dell’intera attività. Le segnalazioni di donatori di questo tipo segnano un +47,2%.
Negativo, invece, il bilancio delle dichiarazioni di volontà alla donazione registrate nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica. Su 3,78 milioni di dichiarazioni raccolte nel 2025, le opposizioni hanno raggiunto quota 40,1%, contro il 36,3% del 2024.

Lo scorso anno ha fatto registrare numeri da primato anche per quanto riguarda i tessuti: è stato raggiunto il massimo storico sia per le donazioni (16.825, +5,6%) che per i trapianti (27.351, +2,6%), con risultati significativi in particolare per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico. Segno positivo anche per le cellule staminali emopoietiche: mai così tante donazioni effettive (490, +19,5%) e trapianti da donatore non familiare (1.161, +6%).
“La donazione è il gesto che trasforma la perdita in speranza, attivando una straordinaria catena di solidarietà composta dalla rete dei trapianti, dai professionisti sul campo e dai cittadini”, commenta Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento Prevenzione del ministero della Salute. “Se non avessimo la fiducia dei cittadini non saremmo qui a parlare di un’eccellenza trapiantologica”.

