La qualità delle cure non si misura solo sulla base della professionalità degli operatori sanitari e dell’efficacia dei trattamenti. C’è un aspetto troppo spesso sottovalutato: la capacità di comunicare in modo efficace ed empatico e di stabilire una relazione proficua col paziente.
Il progetto Perla e l’impatto sulle cure
Il progetto Perla, promosso dall’associazione ‘Cura per la persona’, è la prima certificazione che valuta la qualità della relazione e della comunicazione nei reparti e nei servizi sanitari, affidandosi all’esperienza diretta dei pazienti. Sono 34 i centri che hanno ottenuto il bollino di qualità per aver riservato nella pratica clinica praticare attenzione alla relazione di cura.
In anni in cui Il Ssn deve affrontare profonde trasformazioni, tra cui l’aumento delle condizioni croniche e l’invecchiamento della popolazione, “diventa sempre più importante interrogarsi non solo su quali interventi offrire, ma anche su come i sistemi sanitari riescano ad accompagnare le persone nei loro percorsi di cura, garantendo qualità, appropriatezza ed equità”, riflette il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone.
“Molte strutture sanitarie hanno scelto di partecipare al percorso di valutazione previsto dal progetto Perla, accettando di confrontarsi anche con il punto di vista dei pazienti”, sottolinea il direttore dell’Iss Andrea Piccoli. “Non è un passaggio scontato. Significa riconoscere che un servizio sanitario non si valuta soltanto attraverso indicatori clinici e organizzativi, ma anche attraverso il punto di vista delle persone che lo attraversano ogni giorno”.
I risultati
La seconda edizione della certificazione Perla ha raccolto 1.684 valutazioni da parte di persone che hanno ricevuto cure in 9 Regioni italiane. Dai risultati emergono livelli molto elevati di soddisfazione rispetto alla qualità della relazione con i professionisti sanitari. La quasi totalità delle persone intervistate attribuisce punteggi tra 8 e 10 alle diverse dimensioni della cura, con una prevalenza del punteggio massimo.
Il 97,6% delle persone valuta molto positivamente la qualità complessiva dell’assistenza ricevuta (l’81% attribuisce 10) e il 97,3% esprime una valutazione molto positiva della comunicazione con il personale sanitario (80%, 10).
Sempre il 97% dichiara di essersi sentito accolto come persona, con i propri bisogni e le proprie aspettative (82,3%, 10) e una quota pressoché simile (97,4%) valuta molto positivamente la fiducia e la vicinanza trasmesse dal personale sanitario (79,9%, 10). Il 98,6% tornerebbe nello stesso centro per ricevere cure e il 99,2% consiglierebbe i professionisti del centro ad altre persone. Insomma, questo intervento fa la differenza.
“Più di 1.000 pazienti in Regioni e contesti assistenziali molto diversi attribuiscono costantemente il massimo dei voti alla relazione di cura”, rileva Cristina Cenci, fondatrice di DNM-Digital Narrative Medicine e co-ideatrice di Perla. “Questo indica che i Centri che hanno ricevuto la certificazione sono riusciti a costruire percorsi realmente disegnati intorno ai bisogni di salute della persona, nei quali l’ascolto, la comunicazione, la personalizzazione non dipendono dalla sensibilità individuale dei singoli professionisti, ma sono parte integrante del modello organizzativo”.

