Basta violenza sugli operatori sanitari: l’appello dei medici e la voce dei pazienti

Basta violenza sugli operatori sanitari: l’appello dei medici e la voce dei pazienti

Alla vigilia della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, dai medici arriva l’invito a cambiare atteggiamento.

Negli ultimi cinque anni le aggressioni verbali e fisiche contro il personale del Bambino Gesù sono raddoppiate: dalle 28 del 2021 alle 64 del 2025. Mentre in Italia nel 2024 gli episodi di violenza registrati sono stati circa 18mila. Diverse le iniziative per mettere un freno al fenomeno, presentate in occasione del 12 marzo: la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari. Vediamole.

‘Il rispetto è la prima cura’

Contro una tendenza sempre più preoccupante, il Bambino Gesù lancia la campagna ‘Il rispetto è la prima cura’, promossa dall’ospedale capitolino.

La campagna nasce per promuovere comportamenti corretti e consapevoli verso chi lavora in ospedale, per tutelare il benessere di personale, pazienti e famiglie. Episodi di aggressività – anche solo verbale – compromettono infatti la serenità di chi assiste e di conseguenza la qualità dell’assistenza.

E allora ribaltiamo simbolicamente i ruoli convenzionali: sono i piccoli pazienti a ricordare agli adulti le regole del rispetto. Attraverso video e contenuti diffusi sia all’interno dell’ospedale sia sui canali social e digitali, Alessandro e Aurora – in camice da infermiere e dottoressa – spiegano con semplicità e un pizzico di ironia quanto sia importante comportarsi bene con medici e infermieri. 

Lo spot della Fnomceo

Un appello, quello contro la violenza sugli operatori sanitari, raccolto anche dalla Fnomceo, che lancia il nuovo spot con lo slogan ‘Il medico per me è uno di famiglia’. Lo spot sarà proiettato sarà proiettato domani a Perugia, durante il Convegno ‘Curare senza paura’.

“Negli ultimi mesi stiamo di nuovo assistendo a una preoccupante escalation di episodi di violenza nei confronti dei professionisti della salute. È un fenomeno che impone una risposta forte e coordinata. È indispensabile ristabilire un legame più solido e autentico con i cittadini”, afferma Filippo Anelli, presidente della Fnomceo.

“Servono interventi strutturali e urgenti per tutelare il personale sanitario e garantire ambienti di lavoro sicuri. È tempo di un cambiamento culturale profondo, che aiuti tutti a riconoscere il valore della sanità pubblica come bene comune, da rispettare e difendere ogni giorno. Proteggere chi cura – conclude Anelli – significa proteggere i cittadini, la nostra civiltà e la nostra democrazia”.

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