Sanità e soffitto di cristallo, la carica delle 250 donne alla guida di Asl, ospedali e Irccs

Sanità e soffitto di cristallo, la carica delle 250 donne alla guida di Asl, ospedali e Irccs
Photo by: Henning Kaiser/picture-alliance/dpa/AP Images

La presenza delle donne ai vertici di Asl, aziende ospedaliere e Irccs su 717 posizioni apicali censite dal monitoraggio Fiaso.

Con una certa fatica il soffitto di cristallo in sanità sta cedendo anche in Italia. A dircelo sono i dati diffusi da Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) in vista dell’8 marzo, relativi al monitoraggio sulla composizione di genere delle direzioni strategiche del Ssn. Nel complesso emerge un rafforzamento progressivo della presenza femminile nei ruoli apicali del Ssn, in linea con l’evoluzione dei lavoratori della sanità.

Le donne al vertice delle strutture del Ssn

Oggi sono 250 le donne ai vertici di Asl, aziende ospedaliere e Irccs su 717 posizioni apicali censite, pari al 34,87% del totale. Nel 2025 erano al 32,97%. Un dato in crescita, dunque, ma con differenze significative: il dato più alto si registra nelle regioni del Centro Italia, dove la presenza femminile nelle direzioni strategiche raggiunge il 41,27% (52 su 126). Seguono il Nord, con il 35,85% (128 su 357), e infine il Sud, con il 29,91% (70 su 234).

“Negli ultimi anni la presenza femminile nelle direzioni delle aziende sanitarie è cresciuta in modo costante”, segnala il presidente di Fiaso, Giuseppe Quintavalle. “Se nel 2008 le donne alla guida di un’azienda sanitaria erano meno del 9%, oggi una direzione generale su quattro è a guida femminile. Il management della sanità riflette sempre più la realtà del Ssn, dove la presenza delle donne tra i professionisti è ormai largamente maggioritaria. È un’evoluzione che segnala un cambiamento in atto e che mette al centro competenze, visione e capacità di leadership fondamentali per la direzione delle aziende sanitarie”.

Che lavoro fanno

Nel dettaglio, alla guida delle direzioni generali troviamo 57 donne su 222, pari al 25,68%, con un incremento di 1,89 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Pensiamo che nel 2018 la presenza femminile nelle direzioni generali era al 14,4%, mentre nel 2008 si fermava sotto il 9%.

L’aumento più significativo, segnala Fiaso, riguarda i direttori sanitari, dove la quota femminile passa dal 32,13% al 36,15% in un solo anno. Le direttrici amministrative raggiungono il 40,93%, mentre la percentuale nelle direzioni sociosanitarie si attesta al 41,79%.

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