Influenza e virus respiratori in lenta e costante frenata in Italia. Ma attenzione: stando agli ultimi dati del rapporto RespiVirNet diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità, questi patogeni viaggiano ancora con un ritmo di 524mila nuovi casi a settimana nel periodo dal 2 all’8 febbraio. Salgono così a circa 10,9 milioni gli italiani finiti a letto dall’inizio della stagione influenzale. Ma, anche considerate le previsioni meteo, che cosa succederà nei prossimi giorni?
“Non vedo segnali, dai dati, di una recrudescenza imminente. La stagione respiratoria è in fase di lieve ma costante diminuzione”, dice a LaSalute di LaPresse Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano. Sottolineando che, se “il freddo favorisce la trasmissione dei virus, non sembra in questo momento invertire il trend discendente”.
Inizia la discesa fra i bimbi
A confermarlo anche il fatto che, per la prima volta, l’incidenza (9,7 casi per 1.000 assistiti) è in diminuzione in tutte le fasce di età, compresa quella dei piccoli di 0-4 anni, in cui è 38 per 1000 (contro i 40 per 1.000 assistiti della settimana precedente). Un effetto atteso dagli esperti, che contribuirà a frenare la diffusione di questi malanni.
I virus più diffusi
A circolare di più in questo periodo, insieme all’influenza, sono il virus respiratorio sinciziale, il Rhinovirus e altri coronavirus diversi da Sars-CoV-2. Insomma, la ‘coda’ dei malanni respiratori è ormai alimentata dai famosi ‘virus cugini’. Inoltre il report segnala il calo delle “forme gravi e complicate di influenza rispetto alla stessa settimana della stagione precedente”. La maggior parte di questi casi più pesanti riguarda persone non vaccinate.
L’effetto del meteo sui patogeni
Pregliasco ricorda poi che “il freddo favorisce la trasmissione. E le oscillazioni termiche aumentano la permanenza in ambienti chiusi. Ma siamo nella parte finale della stagione, quindi il calo di influenza e malanni respiratori è fisiologico anche per immunità acquisita, riduzione del bacino dei soggetti suscettibili e infine copertura vaccinale”.
Il clima inoltre “può modulare l’andamento, ma non sembra in questo momento invertire il trend discendente di influenza e virus respiratori”. Che cosa ci possiamo aspettare?
“Proseguirà la discesa progressiva dei malanni, con una piccola coda stagionale di virus respiratorio sinciziale o influenza B e oscillazioni locali legate a cluster scolastici. Ma – ribadisce lo specialista – non vedo segnali, dai dati, di una recrudescenza imminente”. Insomma, “non siamo in una situazione di allarme, ma resta fondamentale proteggere fragili e anziani, soprattutto in un contesto di co-circolazione di più virus”, avverte Pregliasco.

