Mentre il freddo si alterna alla pioggia nei Giorni della merla, l’influenza che ha messo a letto finora 9,8 milioni di italiani continua a colpire soprattutto i più piccoli, anche se i virus di stagione appaiono in frenata.
Stando al nuovo bollettino della sorveglianza RespiVirNet, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute dal 19 al 25 gennaio è stata pari a 11,3 casi per 1.000 assistiti (contro 12,7 della settimana precedente).
E, secondo le stime degli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sono stati 621mila i contagiati, contro i 720mila del precedente rapporto. Ma, proprio come previsto dal pediatra a LaPresse, resta l’eccezione dei bambini piccoli: nella fascia 0-4 anni, l’incidenza è addirittura in aumento, con circa 40 casi per 1.000 piccoli (erano 33 per 1.000 la settimana precedente).
I virus e l’impatto dei Giorni della merla
Gli sbalzi termici dei Giorni della merla “facilitano la diffusione dei virus, quindi probabilmente avremo un’ultima ondina, anche se siamo in una fase ormai discendente”, dice a LaSalute di LaPresse il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano.
L’aumento delle polmoniti
“Adesso comunque – segnala Pregliasco – stiamo vedendo gli effetti negativi di queste forme respiratorie virali, perché il dato delle polmoniti si evidenzia a distanza di 7-15 giorni dal momento dell’infezione iniziale. Quindi occorre ancora tener conto della presenza di influenza e virus respiratori, con un potenziale rialzo dei casi di complicanze polmonari”.
Sul fronte delle forme gravi e complicate di influenza, il report Iss evidenzia dal 12 al 18 gennaio una diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi non è la forma K, ma A/H1N1pdm09. Inoltre la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata “riguarda persone non vaccinate”, dicono dall’Istituto di viale Regina Elena.
Le regioni più colpite
Insomma, non siamo ancora fuori dalla stagione dei malanni respiratori. D’altronde l’intensità di circolazione dei virus è ancora molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna e bassa in tutte le altre regioni eccetto la Liguria, dove è tornata a livello base.
Ma che virus stanno circolando? L’Iss segnala un tasso di positività all’influenza del 26,6%, un dato che nel flusso ospedaliero scende al 24,3%. Per quanto riguarda la caratterizzazione dei patogeni influenzali, nella comunità la percentuale di virus A/H3N2 risulta maggiore rispetto ai virus A/H1N1. E nel primo caso la variante K predomina ancora.

