Influenza K e virus per 10,4 mln di italiani, il ‘caso bimbi’ e quanto durerà

Influenza K e virus per 10,4 mln di italiani, il ‘caso bimbi’ e quanto durerà
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Tutti i numeri Iss su influenza e virus respiratori con l’analisi dell’epidemiologo.

“La curva dell’influenza sta scendendo, ma visto questo andamento penso che faremo ancora i conti con i virus respiratori per tutto febbraio e forse per la metà di marzo”. Parola di Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico, che commenta a LaPresse gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Eccoli: nella settimana  dal 19 gennaio al 25 gennaio sono stati 551mila i nuovi casi, con circa 10,4 milioni di italiani messi a letto da influenza e virus respiratori fino ad ora.

Insomma, l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute è scesa a 10,1 casi per 1.000 assistiti (contro 11,3 della settimana precedente), come si legge su RespiVirNet. Resta la peculiarità dei bimbi piccoli, dove il dato è stabile rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti tra 0 e 4 anni.

I bambini e l’influenza K

I dati dell’Iss e il confronto con l’anno passato “ci dicono – aggiunge Ciccozzi – che questa famosa variante K, che avrebbe dovuto fare sfracelli, è stata un’influenza come quella dell’anno precedente, né più né meno. La categoria che ancora è bersagliata dai virus è quella 0-4 anni, bimbi che vanno all’asilo nido e che hanno contatti stretti in ambienti chiusi, magari al caldo”.

L’effetto Olimpiadi e gli altri virus

“Certo, potranno esserci dei contagi legati alle Olimpiadi invernali, ma non credo che il fatto di essere numerosi ma all’aperto abbia un impatto rilevante. Segnalo però la presenza di altri virus, che stanno continuando a circolare e che, come i Rhinovirus o il sinciziale respiratorio, sono favoriti dal freddo e dall’altalena delle temperature”, dice Ciccozzi. “In tanti stanno facendo i conti con raffreddore e mal di testa simil-influenzale”.

In effetti il tasso di positività all’influenza è del 14,1% (14,7% negli ospedali). Tra i virus respiratori i valori di positività più elevati sono stati rilevati per il respiratorio sinciziale, il Rhinovirus e i virus influenzali, dicono dal’Iss. La buona notizia è che le forme gravi e complicate sono in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo prevalente tra le forme gravi è A/H1N1pdm09, mentre il più diffuso in generale è A/H3N2, con una prevalenza del subclade K. 

Quanto durerà

A livello geografico invece l’intensità della circolazione virale è ormai a livello basale in Liguria e Molise, media in Puglia, Basilicata e Campania e bassa in tutte le altre regioni.

Ma quanto durerà la stagione dei malanni in Italia? “Clima permettendo, dobbiamo aspettare ancora per capire se diremo addio all’influenza tra fine febbraio e la seconda settimana di marzo, oppure se si prolungherà ancora un po’ più a lungo”, conclude Ciccozzi.

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