Sono tra i 7 e gli 8,5 milioni i caregiver familiari in Italia, persone che assistono un proprio caro non autosufficiente o affetto da patologie croniche e oncologiche. Numeri dietro i quali si annidano storie d’amore, ma anche di isolamento, fatica, paura, burnout e mancanza di supporto.
Si rivolge a loro il ddl Locatelli, approvato dal governo a gennaio, che per la prima volta riconosce ufficialmente la figura del caregiver, introducendo un contributo economico e varie forme di tutele differenziate.
Per il quarto anno consecutivo, il gruppo di advocacy ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’, ha riunito associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici, rappresentanti politici, clinici e stakeholder.
“L’approvazione del ddl viene accolta con soddisfazione da tutte le associazioni aderenti al gruppo, perché si tratta di un primo importantissimo passo legislativo che va nella direzione che abbiamo sempre sostenuto”, dichiara Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Odv e coordinatrice del gruppo.
Il disegno di legge sui caregiver familiari
Il disegno di legge prevede un contributo economico mensile fino a 400 euro a partire dal 2027, che sarà erogato però solo ai familiari conviventi che svolgono almeno 91 ore settimanali di assistenza, con un reddito non superiore a 3mila euro anno e un Isee di massimo 15mila euro.
“La recente approvazione in Consiglio dei ministri del ddl sul caregiver familiare non rappresenta ancora la svolta necessaria e attesa da milioni di persone”, sottolinea Ilenia Malavasi, membro della XII Commissione Affari sociali della Camera.
Risorse limitate per platee ristrette
“La norma prevede risorse limitate per platee molto ristrette e tutele totalmente insufficienti. Credo che ai caregiver vada garantito un insieme strutturato di servizi adeguati, sostegno economico, formazione, interventi di sollievo, strumenti di conciliazione tra lavoro e cura e diritti previdenziali per tutti, nessuno escluso”, aggiunge Malavasi.
Anche per Massimo Garavaglia, membro dell’Intergruppo parlamentare ‘Insieme per un impegno contro il cancro’, c’è bisogno di “una legge organica, strutturata e con tutele più ampie per un numero esteso di caregiver, ma questo è il primo importante passo avanti da dieci anni a questa parte e non possiamo che plaudire a questa prima conquista, che è solo all’inizio del suo percorso”.
La legge di bilancio 2026 ha stanziato 257 milioni di euro per il triennio 2026-28. Il ddl licenziato dal Consiglio dei ministri seguirà ora il suo iter in Parlamento, dove avrà luogo il confronto su come rafforzarlo al fine di rendere le tutele più efficaci e inclusive.

