Influenza: le potenzialità di sensori e digitale, parla l’esperto di telemedicina

Influenza: le potenzialità di sensori e digitale, parla l’esperto di telemedicina
Influenza: le potenzialità di sensori e digitale, parla l’esperto di telemedicina

Dalla tecnologia arrivano soluzioni per semplificare la vita ai pazienti e ai medici alle prese con l’influenza. Parla Starace

Mentre i casi di influenza e virus respiratori viaggiano ancora al ritmo di 773mila contagi a settimana, dal mondo della tecnologia arrivano soluzioni per semplificare la vita ai pazienti e ai medici e decongestionare studi medici e pronto soccorso. A patto, però, di saperle utilizzare.

A spiegarlo a LaSalute di LaPresse è Riccardo Starace, esperto in telemedicina e digital health del Gruppo di Lavoro del Cnel che, in accordo con il ministero della Salute, sta elaborando le linee guida per le nuove professioni sanitarie in un’epoca di digitalizzazione e AI in sanità.

A cambiare oggi non è solo il lavoro dei medici. “Essere un paziente digitale vuol dire sfruttare gli strumenti tecnologici per prendersi cura della propria salute: teleconsulti, app di monitoraggio, dispositivi wearable, ricette elettroniche. In pratica, si passa da un modello reattivo a uno proattivo, dove il paziente è parte attiva del percorso di cura”, puntualizza Starace.

Influenza e tecnologia

In caso di febbre e influenza, quali sono i primi passi che un paziente digitale dovrebbe compiere? “Prima di tutto monitorare i sintomi: febbre, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno se si dispone di un saturimetro smart. Poi, attivare un teleconsulto con il proprio medico di medicina generale o con una piattaforma di telemedicina. Questo consente una valutazione immediata senza uscire di casa, riducendo il rischio di contagio”, dice Starace.

Quali strumenti tecnologici sono più utili per gestire l’influenza a distanza? “Termometri e saturimetri digitali connessi, che inviano i dati al medico. App sanitarie certificate, che raccolgono diario clinico e parametri vitali. Piattaforme di teleconsulto, per videochiamate e chat mediche. Fascicolo sanitario elettronico, per condividere rapidamente esami e prescrizioni”, elenca l’esperto.

In effetti la televisiva non può sempre sostituire il controllo in presenza, “ma per l’influenza sì, nella maggior parte dei casi. Anzi – dice l’esperto – è ideale per i quadri lievi o moderati. Il medico può prescrivere antivirali, antipiretici e riposo direttamente online. Solo se emergono complicanze, come difficoltà respiratorie o febbre persistente, si rende necessaria una visita fisica”.

Un ausilio per i più fragili

Per anziani o pazienti cronici poi “la telemedicina è fondamentale. Permette un monitoraggio continuo, con alert automatici se i parametri superano certe soglie. Questo previene aggravamenti e consente interventi tempestivi. È un approccio che tutela il paziente e alleggerisce il sistema sanitario”, assicura Starace.

Un approccio digitale

Ma come si gestisce la terapia per una influenza in modo digitale? “Attraverso ricette elettroniche e farmacie autorizzate online, che consegnano i medicinali a domicilio, reminder automatici sulle app, per ricordare dosaggi e orari, teleassistenza infermieristica, per seguire i pazienti più a rischio. I dati raccolti nel periodo dell’influenza – precisa lo specialista – sono preziosi. Consentono di tracciare l’andamento clinico e di migliorare la diagnosi precoce. Inoltre, aiutano la sanità pubblica a prevedere i picchi epidemici e a ottimizzare le risorse”.

Un consiglio pratico per chi vuole affrontare l’influenza da paziente digitale? “Prepararsi prima: con un’app sanitaria affidabie, dispositivi smart di base e attivando un account di telemedicina. Così, in caso di influenza, si è pronti a gestire tutto da casa, in modo semplice e sicuro”, conclude l’esperto.

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