Oblio oncologico: l’Ivass chiede alle compagnie assicurative di adeguarsi, il commento delle associazioni

Oblio oncologico: l’Ivass chiede alle compagnie assicurative di adeguarsi, il commento delle associazioni
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Ivass chiede a compagnie e intermediari assicurativi di aggiornare la documentazione per adeguarsi alla legge sull’oblio oncologico. Il commento delle associazioni.

Un’altra tessera va a comporre il puzzle dell’oblio oncologico. L’Ivass  ha chiesto alle compagnie assicurative di adeguarsi alla legge sull’oblio oncologico, approvata in Italia nel dicembre del 2023, per consentire a chi ha superato un tumore di accedere alle polizze senza discriminazioni.

Con questo nuovo provvedimento Ivass chiede a compagnie e intermediari assicurativi di aggiornare la documentazione precontrattuale tenendo conto della legge. “Accogliamo con grande soddisfazione il provvedimento Ivass n. 169 del 15 gennaio che recepisce in modo puntuale e sostanziale molte delle osservazioni che Favo e Fiagop avevano presentato congiuntamente, durante la consultazione pubblica del gennaio 2025, nell’interesse delle persone guarite da tumore”, dice a LaSalute di LaPresse Elisabetta Iannelli, avvocato e segretaria generale di Favo, la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia.

Le novità

“Si tratta di un passo decisivo per garantire un’applicazione corretta, coerente e non discriminatoria della Legge n. 193/2023 sul diritto all’oblio oncologico.

In particolare, riteniamo di fondamentale importanza il chiarimento inserito all’articolo 1, comma 4 del provvedimento, secondo cui il certificato di guarigione può essere richiesto esclusivamente ai fini della cancellazione delle informazioni sanitarie pregresse già fornite dall’assicurato quando non era ancora maturato l’oblio oncologico. Questo principio tutela la dignità delle persone guarite e impedisce che vengano costrette a rivelare dati che la legge considera ormai soggetti a oblio, in pieno rispetto del GDPR e del principio di minimizzazione dei dati”.

L’Ivass ha chiarito in modo definitivo “che le persone guarite non devono più essere costrette a rivelare informazioni sulla loro precedente malattia quando stipulano o rinnovano una polizza. Il certificato di guarigione – puntualizza Iannelli – serve solo per cancellare dati già forniti in passato, e non può diventare una nuova barriera”.

“Nei moduli unici precontrattuali (MUP) e nei documenti informativi precontrattuali (DIP) aggiuntivi, l’Ivass ha previsto che venga inserita una sezione dedicata al diritto all’oblio oncologico, in cui si chiarisce che le persone guarite da più di dieci anni, 5 anni per i minori di 21 anni oppure nel termine più breve previsto per specifiche casistiche, non sono tenute a fornire informazioni, né a subire qualunque tipo di indagine (come ad esempio una visita medica) su tali pregresse patologie”, sintetizza la segretaria generale di Favo. 

Il certificato di guarigione

In accoglimento delle osservazioni della Federazione “la documentazione precontrattuale è stata modificata per chiarire che il certificato di guarigione è richiesto solo per contratti già in essere. ​Il testo è stato riformulato per specificare che il cliente non è tenuto a fornire informazioni relative alla propria pregressa condizione patologica al momento della stipula o del rinnovo del contratto. ​Queste modifiche – sottolinea – rafforzano la trasparenza e garantiscono un allineamento più rigoroso con la norma primaria e con i decreti attuativi”.

C’è voluto del tempo, ma “il lavoro svolto dall’Ivass dimostra attenzione e sensibilità verso una platea di milioni di cittadini che, dopo aver superato una malattia oncologica, hanno diritto a non subire ulteriori discriminazioni nell’accesso ai servizi assicurativi e finanziari. Continueremo a vigilare affinché tutte le compagnie si adeguino rapidamente, perché nessuno debba più pagare il prezzo di una malattia che ha già superato”, promette Iannelli.

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