Il futuro secondo Bill Gates, i vaccini e i pediatri italiani

Il futuro secondo Bill Gates, i vaccini e i pediatri italiani
(AP Photo/Keystone, Jean-Christophe Bott)

Il monito di Bill Gates e quello dei pediatri italiani che guardano alla salute dei bimbi.

All’inizio del 2026 le previsioni del miliardario filantropo Bill Gates nella sua lettera sull’anno che verrà arrivano, forse non a caso, insieme a una forte presa di posizione dei pediatri italiani in difesa dei vaccini e contro un ritorno al Medioevo in termini di salute infantile. Perché se “il numero di decessi di bambini sotto i 5 anni” è per Bill Gates un “parametro chiave del progresso”, “ciò che mi turba di più è il fatto che l’anno scorso il mondo abbia fatto un passo indietro”, riflette il fondatore di Microsoft, che all’orizzonte vede ben 5 anni difficili.

Cinque anni difficili, ‘ma non torneremo al Medioevo’

“Negli ultimi 25 anni, questi decessi sono diminuiti più rapidamente che in qualsiasi altro momento della storia. Ma nel 2025 – nota Bill Gates – sono aumentati per la prima volta in questo secolo, passando da 4,6 milioni nel 2024 a 4,8 milioni nel 2025, un aumento dovuto al minore sostegno dei Paesi ricchi ai Paesi poveri. Questa tendenza continuerà, a meno che non si facciano progressi nel ripristino dei bilanci degli aiuti”.

“I prossimi cinque anni saranno difficili, mentre cerchiamo di rimetterci in carreggiata e di lavorare per potenziare nuovi strumenti salvavita. Eppure, rimango ottimista sul futuro a lungo termine. Per quanto difficile sia stato l’anno scorso, non credo che torneremo al Medioevo”, aggiunge Bill Gates, che si è sempre detto ottimista. “Rimango ottimista in un’epoca con così tante sfide e così tanta polarizzazione. Sono ancora ottimista perché vedo cosa porterà l’innovazione accelerata dall’intelligenza artificiale. Ma oggi il mio ottimismo si accompagna a delle note a piè di pagina”, aggiunge cauto, evidenziando sfide e opportunità da cogliere.

In ogni caso, “entro il prossimo decennio, non solo rimetteremo il mondo in carreggiata, ma entreremo in una nuova era di progressi senza precedenti”. Insomma, per Bill Gates ci attende un periodo difficile, di transizione. Ma la tecnologia aiuterà il progresso in termini di salute. 

Eppure la revisione delle raccomandazioni sul calendario vaccinale infantile negli Stati Uniti non fanno ben sperare. Se a preoccupare Gates è la salute dei bimbi sotto i 5 anni, i pediatri italiani puntano il dito sul fatto che in Usa “alcune vaccinazioni non sono più raccomandate di routine per tutti i bambini, ma vengono proposte in modo selettivo o attraverso una decisione condivisa tra medico e famiglia”, come scrivono in un documento congiunto firmato dalla Società italiana di pediatria e da tutte le società scientifiche del settore.

I pericoli delle nuove regole sui vaccini

Negli Stati Uniti, che spesso danno ‘il la’ a determinate scelte, vaccinazioni come quelle contro influenza, epatite A e B, rotavirus, meningococco e Covid-19 non rientrano più tra le raccomandazioni universali, pur restando disponibili. Mentre continuano a essere pienamente raccomandate per tutta la popolazione pediatrica le vaccinazioni contro morbillo, parotite e rosolia, poliomielite, varicella, Hpv e altre malattie prevenibili.

“Queste decisioni rientrano in una revisione più ampia delle politiche sanitarie statunitensi in materia di vaccinazioni pediatriche, avviata dall’attuale leadership del Dipartimento della Salute, guidata dal Segretario Robert F. Kennedy”.

Ebbene, per la Società Italiana di Pediatria e le Società scientifiche pediatriche affiliate alla Sip (AIEOP, REUMAPED, SIAIP, SICuPP, SIEDP, SIGENP, SIMEUP, SIMGePeD, SIMP, SIN, SINEPE, SINP, SINUPE, SIPO, SIPPS, SIRP, SITIP) il rischio è che “una riduzione delle raccomandazioni vaccinali, non fondata su nuove e solide evidenze scientifiche, possa determinare un calo delle coperture, aumentare la circolazione di malattie prevenibili e alimentare un clima di sfiducia nei confronti delle vaccinazioni”.

Generando “confusione tra le famiglie anche al di fuori del contesto in cui tali decisioni sono state adottate. Basti pensare che tra le vaccinazioni oggetto di revisione rientra anche quella contro il meningococco, responsabile di meningite e di forme invasive, entrambe a rapida evoluzione e potenzialmente fatali”.

Eppure “secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi cinquant’anni i vaccini hanno salvato circa 154 milioni di vite, contribuendo a una riduzione di circa il 40% della mortalità infantile a livello globale. Nello stesso periodo, ogni minuto sei persone sono state salvate grazie a un vaccino”.

Lungimiranza e cura

E allora perché, di fatto, gettare ombre su un presidio così prezioso (e già tanto attaccato sui social)? Ma torniamo a Bill Gates: “Al momento di iniziare il 2026 – scrive – rimango ottimista riguardo ai giorni a venire grazie a due capacità umane fondamentali. La prima è la nostra capacità di anticipare i problemi e di prepararci ad affrontarli, e quindi di garantire che le nostre nuove scoperte migliorino la vita di tutti noi. La seconda è la nostra capacità di prenderci cura gli uni degli altri”, scrive il filantropo. “Queste due qualità – lungimiranza e cura – sono ciò che mi dà speranza all’inizio dell’anno. Finché continueremo a esercitare queste capacità, credo che gli anni a venire possano essere anni di vero progresso”. Un progresso che si misura con la salute dei bambini. Non ci resta che sperare che l’ottimismo di Bill Gates poggi su solide basi.

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