La super influenza in Italia sembra aver rallentato la sua corsa: sono stati ‘solo’ 820mila infatti i nuovi casi nella settimana di Natale, dal dal 22 al 28 dicembre. Mentre il totale dall’inizio della sorveglianza sale a 6,7 milioni. Il nuovo report RespiVirNet appena pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) segnala dunque una frenata rispetto ai 980.000 contagi segnalati nella settimana precedente. Ma per gli esperti è davvero troppo presto per cantar vittoria.
“Si tratta di un calo classico di ogni periodo festivo”, commenta a LaPresse Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano. “Rimaniamo in attesa dei risultati delle prossime settimane. È possibile che siamo davvero sul plateau, sulla cima del valore dell’incidenza, però poi il momento critico sarà appunto quello del rientro dalle ferie. Penso in particolare – precisa il virologo – alla riapertura delle scuole”.
D’altronde lo segnalano anche gli esperti dell’Iss: “Il calo registrato questa settimana potrebbe essere attribuibile alle minori segnalazioni effettuate da parte dei medici di famiglia nella settimana di Natale, come dimostra anche il fatto che è più evidente nei dati provenienti dalle comunità, rispetto al flusso ospedaliero”. Per gli specialisti del dipartimento di Malattie Infettive, insomma, “l’incidenza potrebbe tornare a salire, o comunque rimanere alta anche nelle prossime settimane”.
Gli ultimi numeri dell’influenza in Italia
Ma vediamo meglio i dati: l’incidenza più elevata è ancora tra i bambini piccoli, quelli di 0-4 anni, con circa 39 casi per 1.000 assistiti. In generale, invece, siamo a 14,5 casi per 1.000 (contro i 17,1 della settimana precedente).
I virus in circolazione, la variante K e le forme gravi negli ospedali
“I dati evidenziano comunque una presenza importante della vera influenza e, quindi, di casi impegnativi”, sottolinea Pregliasco. “Non a caso i valori sul versante ospedaliero sono elevati, perché è la vera influenza quella che determina con più facilità gli effetti più pesanti di malattia”. Il report segnala un alto tasso di positività nelle persone con infezioni respiratorie, soprattutto in ambito ospedaliero (50,3%).
La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia inoltre un “aumento del numero di casi nella settimana 16-22 dicembre (ultimi dati consolidati) rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è l’A/H3N2″. Inoltre “la maggior parte dei casi di influenza grave e con complicanze riguarda persone non vaccinate”, segnalano dall’Iss.
Tra i ceppi di virus influenzale A/H3N2 in circolazione in Italia il subclade K resta nettamente prevalente.
La geografia dell’influenza
Guardando alla Penisola, l’intensità di circolazione dei virus influenzali è molto alta in Sicilia, alta in Campania, media in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Puglia, mentre è bassa in tutte le altre regioni. A questo punto, mentre il gelo favorisce raffreddore e ‘virus cugini’, i dati delle settimane post festività saranno cruciali per capire se il peggio sarà alle nostre spalle.

