AI da stampella a tutor, parla il guru che ce ‘la spiega semplice’

AI da stampella a tutor, parla il guru che ce ‘la spiega semplice’

Italiani e AI, tra innamoramento e rifiuto. Parla l’ideatore dell’Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice.

Dopo tante promesse, questo per l’AI  (intelligenza artificiale) “è l’anno della maturità, ma non nel senso che abbia finito di crescere. Al contrario, è l’anno in cui smettiamo di parlarne come di una promessa e iniziamo a giudicarla per l’impatto reale che ha su lavoro, processi e decisioni. La sfida principale è passare dall’entusiasmo all’adozione consapevole: meno demo, più casi d’uso concreti”. Parola di Pasquale Viscanti, ideatore e autore insieme a Giacinto Fiore del podcast dei record ‘Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice’ e anima dell’AI Week, il più grande evento europeo sull’Intelligenza Artificiale, quest’anno in programma il 19–20 maggio alla Fiera Rho (Milano).

Generazioni a confronto fra trappole e sfide

Se i ragazzi cavalcano l’ondata usando ChatGPT & Co. per compiti, relazioni, test, i più anziani rischiano di essere tagliati fuori. Questo deve preoccuparci? “Le insidie ci sono, ma non sono dove spesso si pensa – dice Viscanti a LaSalute di LaPresse – Il rischio per i ragazzi non è usare l’AI, ma usarla male: delegare completamente il pensiero invece di potenziarlo. Se l’AI diventa una stampella permanente, si perde allenamento critico. Se diventa un tutor intelligente, il salto di qualità è enorme”.

Il mondo dei grandi invece spesso è spaventato dalla tecnologia. Una paura che non aiuta. “Per gli adulti il rischio è opposto: restare fermi. Non serve essere tecnici o programmatori – rassicura l’esperto – serve curiosità. Chi decide che ‘non fa per me’ rischia davvero di essere tagliato fuori, ma non dall’AI in sé, quanto da un mondo del lavoro che sta cambiando velocemente”. Così in fretta da riportare in vita l’attore Val Kilmer per finire un film (“As Deep as the Grave”) con l’aiuto dell’intelligenza artificiale generativa (e la benedizione degli eredi).

Non solo tecnologia

Non parliamo a caso di cinema: “Un’altra grande sfida è quella culturale. L’AI – insiste Viscanti – non è solo tecnologia, è un cambio di mentalità. Le aziende che stanno ottenendo risultati sono quelle che investono sulle persone, non solo sugli strumenti. Senza formazione e responsabilità, l’AI resta una scorciatoia apparente”, avverte l’esperto.

Siamo tutti esperti di AI

Nel frattempo dopo un momento di disorientamento, ora pullulano i sedicenti esperti, un po’ come all’epoca della bolla dot.com. “È un fenomeno fisiologico. Ogni grande ondata tecnologica ha la sua fase di ‘rumore’, e l’AI non fa eccezione. Chiunque oggi può aprire un profilo, usare due prompt e definirsi esperto. Nel breve periodo questo crea confusione, ma nel medio periodo il mercato fa selezione”, assicura lo specialista che, insieme a Fiore, è autore di una serie di libri dedicati al tema, fra cui ‘Human Reloaded. Chi siamo diventati? Riconoscersi nell’era dell’Intelligenza Artificiale’ (Glow Books).

Viscanti è convinto che “la differenza, come sempre, la farà la capacità di creare valore vero. Non vince chi parla meglio di AI, ma chi la usa per risolvere problemi concreti. E questa è una buona notizia: perché alla fine competenza, esperienza e risultati tornano a essere il vero discrimine”.

Quando l’AI non farà più notizia

Che cosa ci aspetta? “Nel 2026 vedremo meno hype e più normalità. L’AI sarà integrata nei processi quotidiani come oggi lo sono email o cloud. Non farà notizia, ma farà la differenza. E inizieremo a misurare seriamente produttività, qualità e impatto decisionale”, prevede il divulgatore.

E l’Italia? “È in una posizione ambivalente: grande creatività, grande competenza settoriale, ma ancora troppo timore nel fare il salto. Le aziende che hanno iniziato ora avranno un vantaggio enorme. Le altre rischiano di rincorrere. La partita è apertissima, ma il tempo per osservare e basta sta finendo”, conclude il guru dell’AI.

AI da stampella a tutor, parla il guru che ce ‘la spiega semplice’
Pasquale Viscanti
© Riproduzione Riservata