La nuova crisi di mezza età tra solitudine, depressione e problemi di memoria

La nuova crisi di mezza età tra solitudine, depressione e problemi di memoria
Photo by: Sina Schuldt/picture-alliance/dpa/AP Images

Oggi le persone dai 40 ai 65 anni stanno peggio rispetto a 30 anni fa. La ricerca Usa sulla crisi di mezza età.

Si fa presto a parlare di crisi di mezza età. Eppure, a conti fatti, oggi le persone dai 40 ai 65 anni stanno peggio rispetto a 30 anni fa. Almeno se teniamo conto di aspetti come difficoltà finanziarie, assistenza ai genitori anziani, figli che non riescono ad andare via di casa. Insomma, per la generazione sandwich le cose vanno male. E tutto questo si traduce in un aumento di solitudine, depressione e problemi di memoria. A dirlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’Arizona State University, che hanno messo a confronto quello che accade negli Stati Uniti con Paesi simili in Europa, ma anche Cina, Corea del Sud e Messico.

Scoprendo che il trend per quanto riguarda solitudine, depressione e problemi di memoria nella mezza età è peggiore negli States. La ricerca mostra infatti che le nazioni con maggiore disuguaglianza di reddito, Stati Uniti inclusi, presentano livelli più elevati di solitudine, come si legge su ‘Current Directions in Psychological Science’.

Una generazione sandwich senza paracadute

Ma facciamo un passo indietro. Lo psicologo Frank Infurna ha iniziato a riflettere sulle difficoltà degli adulti di mezza età 10 anni fa, dopo aver condotto un sondaggio su questo gruppo di popolazione. “È stato davvero illuminante per me e per i miei colleghi vedere di cosa scrivevano le persone”, ha affermato Infurna.

“Problemi finanziari legati alla riparazione dell’auto o dell’aria condizionata, difficoltà nell’assistenza a familiari anziani e preoccupazioni per il trasferimento dei figli in un altro stato. C’erano davvero tante cose che non andavano per il verso giusto”.

Per far luce sulla crisi di mezza età, il team ha condotto una ricerca confrontando le risposte al sondaggio di persone di mezza età di oggi con quelle di adulti di mezza età di 30 anni fa. Così hanno scoperto che solitudine, depressione e problemi di memoria sono in aumento negli americani dell’età di mezzo rispetto alle generazioni precedenti. Inoltre, questi problemi sembrano essere particolarmente pesanti negli Stati Uniti.

La sfida, secondo gli esperti, sta nel conciliare la carriera con la cura dei genitori anziani, che vivono più a lungo, e dei figli adulti, che faticano a diventare indipendenti a causa di un mercato del lavoro difficile e degli alti costi degli alloggi. “È una generazione sandwich, ma amplificata all’ennesima potenza”, ha affermato Infurna.

L’impatto delle diseguaglianze sulla crisi di mezza età

Le vulnerabilità finanziarie sono un altro fattore che potrebbe contribuire a spiegare perché gli americani di mezza età facciano più fatica rispetto ad altre fasce d’età. La ricerca mostra infatti che le nazioni con maggiore disuguaglianza di reddito, inclusi gli Stati Uniti, presentano livelli più elevati di solitudine. 

“Il costo della vita è semplicemente molto più alto negli Stati Uniti e qui ci sono meno reti di sicurezza“, ha affermato lo psicologo. “Se accade qualcosa di catastrofico a livello di salute o si perde il lavoro, non c’è una rete di sicurezza su cui contare, a differenza di altre nazioni”.

Cosa fare? Da più parti “si stanno già implementando politiche di stampo europeo”, ha detto Infurna. Ma si tratta di un cambiamento difficile da attuare, ha ammesso l’esperto. Nel frattempo, a livello personale, si può investire in comportamenti sani, prevenzione e socializzazione, trovando “il proprio sistema di supporto, o persone a cui rivolgersi nei momenti di bisogno, che si tratti di familiari o amici”, ha concluso. Insomma, costruire una rete e una comunità può avere un effetto salvifico e alleviare la crisi di mezza età.

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